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CAPOTOSTI

 

 

 
Maratona, è un norvegese il più veloce d’Europa: record di Nordstad Moen
In Giappone, lo scandinavo segna un tempo da record e consacra il momento d'oro dell'atletica del suo Paese
Continua l’anno d’oro per l’atletica norvegese. Dopo gli exploit del 21 enne Karsten Warholm nei 400 piani e 400 ostacoli distanza su cui ha vinto la medaglia d’oro agli ultimi mondiali di Londra e dopo le fatiche fachiresche del giovanissimo e talentuoso 17 enne Henrik Ingebritsen doppio campione europeo juniores sui 5000 e 3000 siepi, si completa un favoloso tris con la maratona di Fukuoka corsa nella notte scorsa.
TRIS DA FAVOLA. Un tris davvero da favola perche il 26 enne Sonde Nordstad Moen è riuscito a vincere la superclassica nipponica in un clamoroso 2 ore 5 minuti e 47 secondi, nuovo primato europeo sulla distanza. Il precedente era primato continentale solo dal punto di vista giuridico visto che il turco Kaan Kigen Obzilen che l’aveva realizzato con 2 ore 6 minuti e 10 secondi nel marzo del 2016 a Seul non è altri che dei tanti kenioti che cambiano nazionalità ogni anno per un pugno di dollari in più. Nato nel 1986 il buon Kaan Kigen Obzilen in realtà, sino a quando ha mantenuto la nazionalità keniota, cioè sino la 2015, si chiamava Mike Kipruto Kigen.
PROGRESSI CLAMOROSI. Il risultato ottenuto da Sonde Nordstad Moen non è giunto inatteso, anche se nessuno si aspettava che in un sol colpo potesse migliorare il suo precedente primato di 2 ore 10 minuti e 7 secondi realizzato il 9 aprile scorso ad Hannover di oltre 4 minuti. Dopo quella gara Sonde Nordstad si era infatti dedicato alle gare in pista migliorando tutti i suoi precedenti primati personali con 28.15.12 (10.000) il 28 giugno ad Ostrava, quindi con 7.52.55 sui 3000 il 7 luglio a Nembro, infine con il 13.20.16 sui 5000 il 22 luglio a Heusden- Zolder. Ma la conferma che fosse pronto ad una grande impresa sulle lunghe distanze era arrivata il 22 ottobre scorso quando il fondista norvegese aveva corso a Valencia la mezza maratona in 59.48, terzo tempo europeo di sempre dopo Mo Farah (59.22) ed Antonio Pinto (59.43).
SOTTO I 3 MINUTI AL CHILOMETRO. A Fukuoka comunque ha sbalordito tutti correndo i 42 km e 195 metri ad una media di 2 minuti e 59 secondi al chilometro, cioè a più di 20 chilometri orari. Con il suo exploit Sonde Nordstad Moen diventa uno dei principali favoriti per il titolo continentale di maratona insieme ai britannici Mo Farah e David Callum e perché no, anche insieme al nostro Daniele Meucci che trova fra sé e la conferma del titolo di campione europeo un poker di atleti formidabili aggiungendovi l’ex primatista europeo Kaan Kigen Obzilen.
ALL TIME Nella all time europeo della maratona ci sono anche gli azzurri Stefano Baldini 12° con 2.07.22, Giacomo Leone 22° con 2 07.52, Alberico Di Cecco 27° con 208.01, Gelindo Bordin 31° con 208.19 e Danilo Goffi 36° con 2.08.33.
TANTA ITALIA. Alle spalle del risultato di Sonde Nordstad Moen c’è anche tanta Italia a cominciare da Chiara Davini valente manager trentina che per tanti anni è stata importante collaboratrice di Gianni Demadonna, ma soprattutto la guida tecnica di Renato Canova. Il grande guru delle lunghe distanze, tecnico giramondo che è ha allenato in Africa una lunga serie di talenti incredibili come Said Saaed Shaeen primatista mondiale dei 3000 siepi ed anche di Kenenisa Bekele quando il fuoriclasse etiope ha iniziato ad allenarsi per la maratona. Uno dei tanti tecnici di valore che l’Italia ha dimenticato troppo in fretta.
Giorgio Rondelli

LA STORIA MODERNA DELLA MARATONA EUROPEA
L’inizio della storia moderna della maratona europea si può datare 23 luglio 1970 quando il britannico Ron Hill vinse ad Edimburgo i giochi del Commonwealth in 2h09.28 nuovo primato mondiale ed europeo. Quattro anni dopo, il 31 gennaio 1974, un altro britannico Ian Thompson, sempre nella stessa manifestazione, stavolta a Christchurh in Nuova Zelanda, fissò il limite mondiale ed europeo a 2h09.12. Tocca poi all’olandese Gerad Nijboer migliorare di una manciata di secondi il precedente primato correndo in 2h09.01 il 26 aprile 1980 ad Amsterdam. Ancora un britannico sul tetto del mondo stavolta è Steve Jones il 21 ottobre 1984 a Chicago scendendo sino a 2h08.05. Dopo di lui il sopracitato Carlos Lopes con il suo 2h07.12 del 20 aprile 1985 a Rotterdam.
Quello di Lopes sarà l’ultimo doppio record mondiale ed europeo realizzato nella stessa gara. I tre successivi primatisti saranno solo continentali a partire dal portoghese Antonio Pinto con 2h06.36 il 16 aprile del 2000 a Londra , crono eguagliato al secondo tre anni dopo, il 6 marzo 2003 a Parigi, dal francese Benoit Zwierczclewski e quindi il 2h06.10 di Kaan Kigen Obzilen del 20 marzo 2016 a Seul.
Tornando a Sonde Nordstad Moen, il fondista nordico, con i suoi 26 anni, è comunque il più giovane nella top ten di sempre della maratona europea. Dietro di lui il transalpino Benoit Zwierzchlewski (2:06.36) 27 anni, quindi l’ucraino Dmytro Baranowskyy (2:07.15) 28 anni ed un altro transalpino Driss El Himer (2:06.48) 29 anni. Poi ci sono sei trentenni ed ultra. Dai 30 anni dell’ex primatista europeo il turco Kaan Kigen Obzilen (2:06.10) e del britannico Steve Jones (2:07.13), ai 34 anni del portoghese Antonio Pinto (2:06.36), dell’elvetico Abraham Tadesse (2:06.40) e dell’iberico Julio Rey (2:06.52). Infine il più anziano, davvero un fenomeno di longevità e classe, il portoghese Carlos Lopes, che nell’aprile del 1985, a 38 anni ed un solo mese dopo aver vinto il mondiale di cross a Lisbona realizzò a Rotterdam il primato mondiale con 2 ore 7 minuti e 12 secondi. L’anno prima Il campione lusitano aveva vinto un’altra volta il mondiale di cross a New York e poi la medaglia d’oro nella maratona a Los Angeles con una superiorità schiacciante sugli avversari.
Un’altra curiosità è anche il fatto che nessuno dei migliori dieci europei di sempre della maratona abbia fatto il proprio primato personale a Berlino, da sempre ritenuto il tracciato più veloce per ottenere crono di livello mondiale. Troviamo invece Fukuoka (2), Seul (2), Parigi (2), quindi Londra (1), Amburgo (1), Chicago (1) e Rotterdam (1).
Il nuovo primato europeo Sonde Norstad Moen l’ha costruito soprattutto grazie ad una grande accelerazione prodotta negli ultimi 12 km e 195 metri correndo questo tratto in 35 minuti e 42 secondi. Fino all’altezza del 30° chilometro la sua andatura era stata assolutamente regolare al ritmo di 3 minuti al chilometro con passaggi di 30.00 (10km), 60.01 (20 km) e 1h30.06 (30 km). Alla mezza maratona era invece transitato in 1 ora 3 minuti e 16 secondi. Un ritmo che, se mantenuto, l’avrebbe portato a concludere in 2 ore 6 minuti e 35/40 secondi. Poi però Moen è stato capace di accelerare correndo il quarto parziale di 10.000 metri in 29.16! con un ultimo tratto di 2 km e 195 metri ancora velocissimo in 6 minuti e 24 secondi. Cosi la sua media è scesa a 2.59 al km migliorando di 22 secondi il precedente primato. Finale quasi allo sprint quello di Norstad Moen con gli ultimi 400 metri di pista coperti in 67 secondi.
Nella graduatoria mondiale stagionale, con il suo 2 ore 5 minuti e 48 secondi, Moen si va a collocare al 12° posto dopo otto kenioti e tre atleti etiopi. Il secondo europeo della lista è il somalo naturalizzato olandese Abdi Nageeie 65° con 2h:08.16.
GGiorgio Rondelli



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