Le olimpiadi 2012 si stanno avvicinando e le fila degli sportivi, appassionati di giochi e pronti a correre a Londra per accaparrarsi un posto in prima fila e godersi lo spettacolo, si infoltiscono ogni giorno che passa. Lo sport è sulla bocca di tutti e le scommesse sugli atleti più quotati per ogni categoria sono la moda del momento. Chi sarà il vincitore? Non dimenticare di dare un'occhiata alle quote sport su Betway Italia prima di dire la tua!


Notizie dal Mondo della Grande Atletica: articoli e comunicati ripresi dalla Gazzetta dello Sport, dai siti Fidal.it e Iaaf.org

Dubai, cose mai viste
Sarà stato l'effetto psicologico dovuto alla revoca della sospensione imposta dalla federazione etiope (all'inferno e ritorno per gli atleti nel giro di una manciata di giorni, prima "stoppati" e poi liberi di gareggiare), sarà stata la perfezione delle condizioni climatiche e il percorso ideale, sarà stato il corposo montepremi in denaro, ma la maratona di Dubai di venerdì scorso, soprattutto per merito degli etiopi, ha offerto una sequenza di prestazioni, in qualità e soprattutto in densità, mai vista in precedenza. Non c'è stato il primato del mondo, è vero, ma poco importa: di "record", negli Emirati, ne sono stati stabiliti tanti, e sull'onda di un inarrestabile movimento.
La maratona degli Emirati, all'edizione numero 13, è stata vinta da Ayele Abshero, un 21 enne che esordiva sui 42 km, a tempo-record in 2h04'23" (1h02'22" a metà gara, con un'altra ventina di atleti!), quarto crono di sempre, il sesto considerando gli exploit non omologabili di Boston nello scorso aprile, e dall'altra etiope Aselefech Mergia, già prima un anno fa, che in 2h19'31" (settima perfomer di sempre) ha stabilito il record della corsa e quello dell'Etiopia. Numeri straordinari, ma egualmente impressionante è ciò che è successo alle spalle dei due vincitori. La Mergia ha già due podi importanti nel palmarès: bronzo a Berlino nella maratona, argento mondiale nella mezza maratona nel 2008. Per Abshero, invece, un titolo mondiale junior di cross ad Amman, e alcune stagioni fa una sontuosa vittoria su Kenenisa Bekele. Forse è lui l'uomo del futuro.

Numeri incredibili
Vale la pena di elencare le classifiche della corsa di Dubai: Ayele Abshero 2h04'23", Dino Sefer 2h04'50", Markos Geneti 2h04'54" (tutti etiopi), Jonathan Maiyo 2h04'56" (kenyano, unico non-etiope nei primi dieci), e altri sette etiopi in fila, Tadese Tola 2h05'19", Dadi Yami (alla seconda gara conosciuta dopo il debutto di Eindhoven) 2h05'41", Abdullah Dawit Shami (terzo a Roma l'anno scorso) 2h05'42", Deressa Chimsa 2h05'42", Seboka Tola (sette minuti e mezzo di miglioramento, aveva vinto a Verbania in ottobre) 2h06'17", Yemane Tsegay Adhane 2h06'29", Eshetu Wendimu Tsige 2h07'28". Ancora, a seguire, kenyani ed etiopi, con Moses Kigen Kipkosgei in 2h07'45", Bazu Worku in 2h07'48", Julius Nderitu in 2h07'57", Stephen Kipkoech Kibiwot in 2h08'11", Mike Kiprotich Mutai in 2h09'18", Chala Dechase Beyene in 2h09'22". Martin Lel, tra i favoriti, si è ritirato. Primato personale per i primi dieci classificati.
Le donne: Aselefech Mergia 2h19'31", Lucy Wangui-Kabuu (unica presenza kenyana sul podio, anche lei una esordiente sui 42 km) 2h19'34", Mare Dibaba 2h19'52", Bezunesh Bekele 2h20'30", Aberu Kebede 2h20'33", Lydia Cheromei 2h21'30", Sharon Cherop 2h22'39", Atsede Baysa 2h23'13", Mamitu Daska 2h24'24", Isabellah Andersson (svedese per matrimonio, kenyana di origini) 2h25'41", Mula Seboka 2h25'45", Shitaye Bedasa 2h27'14", Yeshimebet Tadesse Bifa 2h27'50", Beata Naigambo (al record nazionale per la Namibia) 2h29'20". Primato personale per le prime sette classificate.

Traduzione
Le prestazioni ottenute a Dubai rivoluzionano il lato statistico, seppur non guidato da principi così rigidi come nelle prove in pista, della storia della maratona: nella gara maschile, è stata ottenuta la miglior prestazione cronometrica di sempre per le posizioni dalla quarta alla diciassettesima. Nella corsa femminile, la stessa impresa è stata ottenuta relativamente alle posizioni dalla terza alla nona. Altri record: mai tre donne avevano corso sotto le due ore e venti nella stessa gara (un primato anche le cinque atlete sotto le due ore e ventuno, le sei sotto le due ore e ventidue, le otto in meno di 2h24', le dieci sotto le 2h26'), mai otto uomini erano stati cronometrati in meno di due ore e sei minuti tutti assieme, mai diciassette uomini erano scesi sotto le due ore e dieci (ma sono da record anche i 14 atleti sotto le due ore e otto e i 15 che hanno chiuso in meno di due ore e nove).

Le altre maratone: Osaka e Marrakech
Orfana della campionessa olimpica di Atene, Mizuki Noguchi (cercherà il passi per Londra in marzo a Nagoya), la maratona di Osaka è stata vinta da Risa Shigetomo (2h23'23"), che ha stroncato la favorita Fukushi dopo il venticinquesimo chilometro. Dietro la Shigetomo, l'ucraina Tetyana Hamera-Shmyrko in 2h24'46" e l'altra giapponese Azusa Nojiri in 2h24'57". Sotto le due ore e trenta anche la Horie e la Shimahara. A Marrakech vince il kenyano Stephen Tum in 2h08'51" sull'etiope Gezahegn Girma (2h09'29") e Daniel Rono (2h09'50").

Indoor: Asafa vince a New York
Al rientro dopo otto stagioni in una gara al coperto, Asafa Powell si è imposto al Madison Square Garden sui 50 metri in 5"64, un risultato che, seppur in una distanza poco frequentata, è il migliore degli ultimi dieci anni. Dietro Powell (a tre centesimi) Nesta Carter, a quattro lo statunitense Kimmons. Nella gara femminile, vittoria scontata per Veronica Campbell-Brown in 6"08, crono più rapido degli ultimi dodici anni. Nelle altre gare, vittoria per il campione del mondo di salto in alto Jesse Williams con 2,29, sconfitta di Bernard Lagat nel miglio ad opera di Silas Kiplagat, 21,16 del pesista Whiting (battuto Cantwell) e tre nulli a 4,52 per Jennifer Suhr-Stuczynski nell'asta. Nei 50 ostacoli, 6"78 di Lolo Jones e 6"45 di Trammell, entrambi a due decimi esatti dalla miglior prestazione di sempre.
La Jones ha battuto la britannica Porter e la Wells, Trammell ha inflitto mezzo decimo a Oliver.

La stagione indoor USA
E' un Eaton, ma non il decatleta Asthon (impegnato in Texas, dove ha saltato 8,04 in lungo), bensì l'ostacolista Jarret, che nell'impianto di State College si è migliorato sui 60 ostacoli già in semifinale prima di vincere la finale in 7"49, mondiale stagionale. Nel Razorback Invitational di Fayetteville 23"18 di Sanya Richards-Ross sui 200 sulla campionessa universitaria Duncan (23"25), e bis il giorno seguente nei 400 in 51"45, mondiale stagionale. In pedana, 1,97 della Barrett nell'alto, e ulteriore progresso del campione mondiale allievi di getto del peso Crouser, che con l'attrezzo da senior ha raggiunto la misura di 20,29. In luce anche l'altro giovanissimo Gunnar Nixon, 19 anni appena compiuti, che con 6.022 punti ha migliorato il record del mondo junior nelleptathlon, primo under 20 a portarsi oltre la soglia dei seimila punti.
Qua e là: dopo essersi messo in luce sui 400, il trinidegno Lalonde Gordon vince un 200 a Boston in 20"58. In Nuovo Messico doppietta in due giornate di gare per Gil Roberts (20"63 e soprattutto 45"99) e 5.70 di Brad Walker nell'asta. Ancora dalla velocità, 20"53 del bahamense Pinder in Texas (dove il pesista bosniaco Mesic ha migliorato il personale con 20,31). In Florida l'appena 18enne Bracy (10"28 e 10"05 non troppo ventoso l'anno scorso) ha mancato di un centesimo la miglior prestazione mondiale junior sui 55 metri correndo in 6"08. Donne: Laverne Jones-Ferrette è una scheggia, e a Houston copre i 60 metri in 7"08, mondiale stagionale.

Indoor in Europa: il Moravian Tour rilancia Dmitrik (2,35)
I due appuntamenti con il salto in alto di Hustopece e Trinec parlano russo: a Hustopece (sabato scorso) si è imposto Aleksey Dmitrik, autore di 2,35 (mondiale stagionale), che al terzo tentativo a 2,41 ha mancato di un nulla la realizzazione del record nazionale russo. Nella gara femminile successo di Svetlana Shkolina con 1,95. Dmitrik ha battuto il campione olimpico Silnov, l'inglese Oni, Ivan Ukhov e il ceko Baba, tutti con 2,31. La Shkolina ha vinto la gara davanti all'americana Howard-Lowe (1,93) e alle altre due russe Gordeyeva e Kuchina (1,93 anche per loro). Dopo oltre un anno (non gareggiava dal settembre del 2010) è rientrata la tedesca Friedrich (1,84).

A Trinec 2.25 di Campioli, la Kuchina sfiora il mondiale junior
Nel pomeriggio, a Trinec, il successo è andato a Ivan Ukhov con 2,32 davanti al bahamense Barry (bronzo a Daegu), secondo con 2,29. Filippo Campioli si è classificato quinto con 2,25 (alla seconda prova, poi tre errori sulla misura di 2,29). Nella gara femminile undicesimo posto di Elena Meuti (1,81). Vittoria alla junior russa Kuchina con 1,96 (alla prima prova), che a parità di misura ha battuto la Shkolina, e successivamente ha mostrato di avere le carte in regola per migliorare il record mondiale junior al coperto (tre tentativi molto buoni a 1,98). Vincitori del tour: Ukhov e la Shkolina.

Farah vince a Glasgow
Mo Farah ha migliorato il primato dei 1500 metri della Kelvin Hall di Glasgow vincendo in 3'39"03 davanti al kenyano Choge. Buon 3000 donne con miglior prestazione dell'anno per la kenyana Obiri in 8'42"59. Nei concorsi 6,75 della russa Klishina nel lungo, negli ostacoli 7"54 di Shabanov, nello sprint Kim Collins (6"65) si è lasciato sorprendere da Mark Lewis-Francis (6"64).

Chicherova, bis a due metri
Il ritorno in pedana della campionessa olimpica di salto in alto Tia Hellebaut, dopo la seconda maternità, si è tradotto in un ottimo 1,95 e un secondo posto nel meeting di salti di Anversa, dietro l'iridata della specialità Anna Chicherova, che ha nuovamente superato i due metri.

Alto, ad Arnstadt c'è la Di Martino
La medaglia di bronzo di Daegu Antonietta Di Martino è iscritta nel tradizionale meeting di salto in alto con musica di Arnstadt, sabato 4 febbraio, giunto all'edizione numero trentasei. L'azzurra (2,04 il suo record italiano indoor a Banska Bystrica il 9 febbraio scorso) troverà in pedana le due principali contendenti di Anversa (Chicherova e Hellebaut), e molte tra le migliori specialiste del momento: la tedesca Friedrich, appena rientrata dopo un grave infortunio, le altre russe Shkolina e Gordeyeva, le svedesi Green e Jungmark e la statunitense Howard-Lowe.
Nella gara maschile, il cast comprende l'iridato outdoor Williams, i russi Ukhov (iridato indoor) e Dmitrik , il ceko Baba, il tedesco Spank (2,26 nel weekend) e i greci Baniotis e Hondrokoukis. I primati del meeting di Arnstadt sono prestazioni di prima grandezza: a livello femminile, sovrasta tutti Kajsa Bergqvist, che nel 2006 centrò il mondiale indoor con 2,08. Il record maschile del meeting appartiene a Yaroslav Rybakov, che nel 2007 fu capace di superare i 2,38. Lo scorso anno vinsero Ukhov con 2,34 a la Shkolina con 1,95.

E la Vlasic? In estate
Blanka Vlasic non parteciperà ai mondiali indoor di Istanbul ed ha chiuso anzitempo la stagione invernale, rimandando l'esordio a stagione outdoor avanzata.
La saltatrice croata è alle prese con la rimozione di un piccolo frammento di cartilagine al piede.

Russe lunghe
A Krasnodar doppio mondiale stagionale femminile nei salti in estensione: Olga Kucherenko ha ottenuto 6,91 in gara anche l'eptatleta Chernova, terza), mentre la triplista Koneva si è portata a 14,60 su Anna Krylova, meglio nota, prima di sposarsi, come Kuropatkina, seconda con 14,39.

Sempreverde Sanchez
Il dominicano Felix Sanchez (49"74) ha sfiorato di un centesimo la propria miglior prestazione mondiale indoor dei 400 ostacoli (a Bordeaux), un evento che in sala conta tuttavia pochi precedenti. Buon tremila maschile con mondiale stagionale dell'etiope Abinet in 7'44"20 sui francesi Durand (7'44"46) e Kowal 87'44"63).

Chemintz, Storl battuto
Reese Hoffa ha battuto il campione del mondo di getto del peso David Storl a Chemnitz, nella rivincita successiva al meeting di Nordhausen, dove si impose il tedesco. Per Hoffa anche la miglior prestazione della stagione con 21,87. Bene gli altri tedeschi: Reus ha vinto i 60 in 6"59, Mohr e Holzdeppe hanno superato i 5,72 nell'asta. Nei 1500, 3'37"40 del marocchino Iguider.

Prove multiple
Il bielorusso Andrey Kravchenko, medaglia d'argento ai Giochi di Pechino nel decathlon, ha vinto il titolo nazionale indoor dell'eptathlon con 6.205 punti (con un notevole 7,75 nel lungo). Nelle altre gare (sede a Gomel), valide per la coppa nazionale, buone cose dai concorsi con il 6,82 di Nastassia Mironchik-Ivanova nel lungo (con la Shutkova a 6,77), il 14,48 di Kseniya Dziatsuk (triplo), il 18,80 della pesista Kopets. Ancora multiple: in Ucraina Oleksiy Kasyanov ha sfiorato il record nazionale con 6.237 punti. Nel pentathlon 4.513 punti per Hanna Melnychenko. A Praga il ritorno di Roman Sebrle con 5,808 punti, battuto dall'altro ceko Helcelet (5.933).

Italia in Slovacchia
Alcuni risultati di atleti italiani all'estero (Bratislava): Valentina Costanza (Esercito) ha vinto i 1500 femminili in 4'17"71 (Primato personale); sugli 800 le due under 23 Federica Soldani (Assindustria Sport Padova) e Serena Monachino (Easy Speed 2000) si sono spartite i primi due posti rispettivamente in 2'09"77 e 2'09"92. Nel triplo, terzo posto di Eleonora D'Elicio (Fiamme Azzurre) con 13,25. Nel 400 maschili, l'albanese (in attesa di cittadinanza italiana) Eusebio Haliti si è imposto in 48"27.

Outdoor: Australia
Ancora difficoltà tecniche e anche il vento a disturbare il campione olimpico di salto con l'asta Steve Hooker, che ad Adelaide non è riuscito ad andare più su di un modestissimo 5 metri. Le condizioni ambientali hanno disturbato anche Sally Pearson, che ha vinto le due gare di sprint contro altrettanti muri di vento in 11"31 e 23"11. Benissimo invece, nell'asta femminile, Alana Boyd (4,61). Nel disco scontata affermazione di Dani Samuels (61,23).

Sospensione revocata per Bekele & co.
Kenenisa Bekele, Tirunesh Dibaba, e gli altri 33 atleti etiopi sospesi a tempo indeterminato dalla federazione nazionale per aver disertato un raduno federale ad Addis Abeba si sono visti revocare la sospensione. Il primo effetto del provvedimento è stato il via libera a coloro che, presenti nell'elenco dei sospesi, si trovavano già negli Emirati pergareggiare nella maratona di Dubai. Decisivo, per la revoca del blocco, un incontro tra i dirigenti federali, gli atleti ed i tecnici.

Boston, grandi nomi
Nel New Balance Indoor Grand Prix di sabato prossimo saranno impegnati in pedana e in pista molti atleti di primo piano: tra questi, Tirunesh Dibaba (sulle due miglia) e Meseret Defar (sui 3000), Silas Kiplagat (sui 3000 contro il bronzo mondiale Centrowitz e Gebremeskel), Farah e Rupp nel miglio. Ancora, il pesista Cantwell, Kirani James, Jenny Simpson, David Oliver e la Suhr-Stuczynski nell'asta.

L'inverno russo
Il "Russian Winter" di domenica a Mosca, tradizionale appuntamento indoor del calendario IAAF, vedrà la partecipazione anche di molti marciatori-top della nazionale russa. Nei 5000 metri al via il campione olimpico Borchin e Kanaykin, Bakulin, e Nizhegorodov. Nei 3000 donne un'altra olimpionica, la Kaniskina, se la vedrà con la Kirdyapkina. Allestito, tra i tanti eventi, un 600 metri maschile d'eccezione, con Borzakovskiy contro Kszczot, Lalang e Kivuna. A rischio il mondiale datato 1999, 1'15"12 del tedesco Nico Motchebon, avvicinato nello stesso impianto proprio da Kivuna un anno fa in 1'15"69.

Tokyo marathon: c'è Gebre, c'è la Console
Il prossimo 26 febbraio a Tokyo, Haile Gebrselassie rincorrerà la selezione per i Giochi Olimpici affrontando i kenyani Jafred Kipchumba, Mike Kipyego, Gilbert Kirwa, lo svizzero Röthlin, l'ucraino Sitkovskyy e il connazionale Mekonnen. Tra i padroni di casa (la corsa è valida come selezione maschile per Londra), Kawauchi e Oda si presentano con le migliori credenziali. Nella maratona femminile, l'azzurra Rosaria Console è l'atleta europea col secondo miglior tempo di iscrizione (meglio di lei solo la russa Petrova). Altre contendenti per la vittoria: la kenyana Helena Loshanyang Kirop, e le etiopi Atsede Habtamu, Esayias e Kuma.

Indoor in Europa: la britannica Bleasdale a 4,87
Nel meeting di salto con l'asta di Villeurbanne, in Francia, la 20enne Holly Bleasdale è salita oltre l'immaginabile, stabilendo con 4,87 la seconda misura di sempre in una competizione indoor, ed ha persino attaccato il mondiale al coperto della Isinbayeva (5 metri) cercando l'impossibile a 5,01. Già a 4,71 una quarantina di giorni fa, nella gara di Villeurbanne la Bleasdale ha prima portato il record nazionale a 4.72, poi a 4,80, per chiudere con l'apoteosi a 4,87. Solo tre atlete hanno fatto meglio della britannica, la Isinbayeva (indoor e outdoor), la Feofanova e l'americana Suhr. Nella gara maschile, 5,72 del greco Filippidis.

La Isibayeva risponde con 4,70
A dieci anni dall'ultima gara nell'ambiente a lei familiare di Volgograd, Yelena Isinbayeva ha esordito nella Coppa del Governatore superando con buona luce la misura di 4,70, e fallendo i tre successivi tentativi a 4,80. La risposta alla britannica Bleasdale, assurta 24 ore prima a nuova e temibile avversaria per la "zarina" russa, non si è fatta attendere. I riscontri ottenuti nel periodo di allenamento dalla Isinbayeva (tornata a superare i 5 metri in una delle sessioni del mese precedente) le generano ottimismo in prospettiva olimpica. Sempre a Volgograd, risultati interessanti negli altri concorsi per Olga Kucherenko nel lungo (mondiale stagionale a 6,87), per la lanciatrice 21enne Kolodko (altro mondiale stagionale, misurato a 19,47) e nell'alto con la Gordeyeva (1,94) e col campione d'Europa Shustov (2,31). Nelle corse, 52"20 della Krivoshapka.

In Germania esplode Grabarz (2,34)
E' stato decisamente il weekend dei saltatori del Regno Unito. Non solo la Bleasdale a fare notizia, ma anche Robert Grabarz, 24enne di Enfield che, forte di un recentissimo "personal best" a 2,28, ha interpretato e concluso da fuoriclasse la gara di alto di Wuppertal. Rimasto in gara a 2,28 assieme al russo Dmitrik (al comando), Grabarz ha centrato i 2,30 al primo colpo, mentre Dmitrik (un errore), ha riservato due prove per i 2,32, superati al primo assalto (errore di Grabarz). La partita a poker è proseguita a 2,34, quota alla quale il britannico si è mantenuto i due tentativi rimastigli. Sbagliato il primo, Grabarz ha valicato la misura nell'ultima prova utile, laddove Dmitrik si è arreso.

Altro dalle indoor europee
Vanya Stambolova ha esordito a Vienna sugli 800 metri imponendosi in 2'02"03. Serata favorevole alle bulgare, con la veterana 37enne Veneva ancora capace di elevarsi a 1,94 nel salto in alto. Germiania: dopo il successo di Nordhausen, il campione mondiale di getto del peso Storl ha gareggiato anche ai regionali di Chemnitz, ottenendo 21,19 (bis anche per la Schwanitz, 18,74). Raul Spank, saltatore in alto di gran caratura, ha rispolverato il triplo, atterrando a 16,54 (esordirà nell'alto in settimana a Dresda). Nella velocità Blum ha corso in 6"61 a Sindelfingen, a tre centesimi dalla migliore prestazione continentale del turco ex-azero Guliyev, che pochi giorni fa ha corso in 6"58 in Ucraina. Sempre in Ucraina, 2,31 nel salto in alto di Protsenko. A Londra ritorno in pista di Simeon Williamson, cronometrato in 6"64.
Salti: nell'asta 5,72 del tedesco Holzdeppe, nell'alto donne si registrano l'1,94 della romena Petre (giorni addietro, sarà in gara dopodomani a Cottbus) e l'1,93 della norvegese Angelsen (ieri).

Outdoor, Nadine Müller 66,19
Nella sede tedesca di Halle, con gare sotto la neve, 66,19 della discobola Nadine Müller, che ha annunciato la sua presenza alla Coppa Europa di lanci invernali in Montenegro. Sempre in argomento disco, quarta gara stagionale per l'ex-campionessa del mondo Samuels, che in Australia ha lanciato a 59,03. Per finire, tornata dalla squalifica, la campionessa d'Europa Perkovic ha esordito con modesti risultati in una gara indoor, nel peso, a Zagabria.

Indoor in USA: Oliver velocissimo
Seconda apparizione stagionale di David Oliver, che in Florida ha migliorato il personale sui 55 ostacoli in 7"03, la miglior prestazione degli ultimi dieci anni. Sulla distanza classica dei 60 ostacoli è arrivato, da Albuquerque, il mondiale stagionale di Kevin Craddock, autore di 7"54. Nei New Balance Games di New York molte gare high school e qualche evento con personaggi di buon nome: il miglior risultato lo ha ottenuto il britannico Baddeley, vincitore sul miglio in 3'57"22. Ancora britannici in primo piano: l'ostacolista e primatista nazionale Tiffany Porter (nata Ofili, ex-statunitense) ha esordito in Michigan con 8"06 sui 60 metri ostacoli.
In Texas varie riunioni: peschiamo dalle sedi un 46"26 di Gil Roberts sui 400 metri, un 20"96 di Webb sui 200 uomini e un 23"29 di Kimberlyn Duncan nei 200 donne. In Virginia esordio negativo di Bershawn Jackson, solo terzo in un 600 metri e battuto da due atleti non di primo piano, e poi relegato all'anonimato anche 24 ore più tardi, sugli 800. Sprint: in Alabama figurone di due velocisti poco conosciuti, lo statunitense Adams e il caraibico delle Isole Caimane Hyman, che hanno corso i 60 metri rispettivamente in 6"55 (mondiale stagionale) e 6"56 in occasione dell'Auburn Invitational, battendo i più noti Salaam e Cherry. Top mondiale stagionale anche per la ostacolista Kristi Castlin (7"94), e buon esordio per Ronald Ash (7"59).

Torna Walker: 5,80
Salti: in Nevada due giorni di gare per uno dei Pole Vault Summit in calendario. Nella gara maschile ottimo rientro di Brad Walker, campione del mondo di Osaka, capace di valicare la quota di 5,80. Tra le donne, misure migliori nella seconda sessione, dove la canadese Hendry ha vinto con 4,52 e l'irlandese Pena (altra ex-statunitense) ha migliorato il primato nazionale con 4,45. La campionessa del mondo di salto in lungo Reese continua a prendere le misure in vista degli impegni più importanti: dopo l'esordio di una settimana fa (6,62) si è portata a 6,71. Lanci: il pesista Zach Lloyd ha ottenuto 20,54 a Provo, mentre il martellista Kruger si è cimentato col "martellino" in Ohio, migliorando il personale a 25,18, terza prestazione all-time. In Oklahoma va forte la 21enne bianca Tia Brooks, capace di incrementare di mezzo metro il primato personale al debutto in pedana, fino a 18,49.

Indoor in Asia
Sorprendente risultato dell'iraniano Ghaseri, che a Teheran ha corso i 60 in 6"62, in occasione delle gare valide come selezione per i campionati asiatici indoor, da disputarsi il mese prossimo in Cina.
Nel peso femminile anche un 17,60 della Rajabi, che altri non è che la ex-bielorussa Ilyushchanka, che da quattro anni ha cambiato nome e nazionalità.

News da atleti olimpionici
Il campione olimpico di salto triplo Nelson Evora ha subìto un nuovo grave infortunio, e vede compromessa la possibilità di difendere il titolo a Londra 2012. La campionessa olimpica di salto in alto di Atene 2004, la russa Slesarenko, tornata recentemente ai migliori livelli (quarta a Daegu) tornerà nel 2013 perché in attesa di un figlio.

Etiopia, atleti nella bufera
La federazione etiope ha sospeso a tempo indefinito trentacinque atleti, rei di aver "disertato" un raduno in preparazione dei Giochi Olimpici. L'elenco degli atleti sospesi presenta nomi di assoluta grandezza, quali quelli dei campioni olimpici Kenenisa Bekele e Tirunesh Dibaba, ma comprende anche Sileshi Sihine (marito della Dibaba), il fratello di Kenenisa (Tariku), Regassa, Abshero, Mesfin, Sefir, Cherkos e Lelisa Desisa tra gli uomini, e Meselech Melkamu, Wude Ayalew, Kalkidan Gezahegn, Tizita Bogale ed un folto e fortissimo gruppo di maratonete quali Daska, Gelana, Mare Dibaba, Jelila, Bizunesh Bekele, Habtamu, Kebede, Merga, Mohammed e Bayisa, tra le donne. La questione pare ruoti attorno alla durezza della pista dello stadio nazionale, indicata dalla dirigenza federale come la pista di riferimento per gli allenamenti in pista, e giudicata troppo a rischio-infortuni dagli atleti.

Cross, i kenyani mettono sempre la firma
Vittoria di Paul Tanui nel cross spagnolo di Elgoibar su Geoffrey Kipsang, con il podio completato dal terzo kenyano, Geoffrey Kirui. Meno efficaci le ragazze (terza la Korikwiang, quarta la Jepleting), battute dal duo etiope formato dalle quasi omonime Wude Ayalew e Hiwot Ayalew. Nel "Lotto CrossCup" di Hannut (Belgio) è primo il siepista 17enne Conseslus Kipruto (quinto il campione d'Europa Atelaw Bekele, belga di naturalizzazione, etiope di nascita). Vittoria kenyana anche nel cross femminile, dove la 19enne Valentina Kipketer ha preceduto l'etiope Ruti. Nel cross inglese di Antrim vince il kenyano Mike Kigen, mentre la campionessa d'Europa, l'irlandese Britton, si aggiudica come da pronostico la competizione femminile. A casa dei kenyani (Eldoret) si è invece disputata una bella edizione dei Discovery Kenya Cross Country championship, vinta dal campione mondiale di mezza maratona Wilson Kiprop ai danni di personaggi quali Geoffrey Mutai (re di Boston e New York) e dell'olimpionico dei 1500 metri Asbel Kiprop.

Arriva Asafa
Sabato prossimo è prevista l'apertura della stagione internazionale indoor USA al Madison Square Garden: sui 50 metri è attesa la partecipazione di Asafa Powell, che correrà contro Nesta Carter (al posto del rinunciatario Thompson), Gatlin, Kimmons e Bailey. Tra i grandissimi, in gara Bernard Lagat e Veronica Campbell-Brown.

Gibilisco a Cottbus
L'astista azzurro apre la stagione 2012 dopodomani in Germania, in una gara dove ha dato forfait il campione del mondo Pawel Wojciechowski: Gibilisco troverà in pedana l'altro polacco Michalski, i tedeschi Holzdeppe, Dilla e Otto, il greco Filippidis. Nell'alto femminile, attesa per il debutto europeo di Chaunte Howard-Lowe, alla prese con le russe Shkolina e Gordeyeva, la romena Petre e la spagnola Beitia.

I trials USA di maratona
Sono Mebrahtom Keflezighi e Shalane Flanagan i vincitori della selezione di Houston, corsa designata dalla federazione statunitense come valida per la qualificazione olimpica a Londra 2012. Keflezighi, argento olimpico ad Atene 2004 e vincitore della New York Marathon 2009, ha guadagnato la vittoria e la terza qualificazione olimpica della carriera negli ultimi cinque chilometri, staccando il bianco Ryan Hall (partito all'arrembaggio e poi calato chilometro dopo chilometro) e Abdi Abdirahman, tagliando il traguardo col nuovo primato personale di 2h09'08", con Hall secondo in 2h09'30" e Abdirahman (alla quarta Olimpiade) terzo in 2h09'47", otto secondi meglio di Dathan Ritzenhein (2h09'55"). Quinto Brett Gotcher in 2h11'06", sesto Andrew Carlson in 2h11'24".
Nella corsa femminile, nell'ultimo quarto di gara il gruppo di testa si è sfoltito riducendosi a quattro unità, la Flanagan, Amy Hastings, Kara Goucher e Desiree Davila. La Flanagan ha maturato la vittoria (la prima della carriera in una maratona) a due chilometri dal traguardo, imponendosi in 2h25'38" sulla Davila (2h25'55") e la Goucher (2h26'06"). A seguire, Hastings in 2h27'17", l'ex-kenyana Janet Cherobon-Bawcom in 2h29'45" e la veterana Deena Kastor (medagliata ad Atene) in 2h30'40". Per le prime quattro, cronometraggi inferiori al precedente primato dei Trials di maratona.

Record anche nella gara internazionale
Sebbene l'interesse fosse concentrato sull'esito dei Trials, la Chevron Marathon di Houston ha riservato anche altri risultati di valore e i nuovi primati della corsa: nella maratona maschile si è imposto l'etiope Tariku Jifar in 2h06'51", in quella femminile ha trionfato ancora una atleta dell'Etiopia, Alemitu Abera (reduce dalla vittoria nell'Eurasia Marathon di Istanbul in autunno), che ha abbondantemente migliorato il primato personale chiudendo in 2h23'14". Seconda, Benita Willis in 2h28'24", decisamente meglio del limite imposto dalla federazione australiana per la qualificazione alla maratona olimpica di Londra. Nella mezza maratona, ancora de record della manifestazione grazie agli eccellenti 59'22" di Feyisa Lilesa e 1h08'26" di Belaynesh Oljira che, manco a dirlo, sono etiopi pure loro.

Le altre maratone: exploit di Tambwé
Giunta all'edizione numero 35, la maratona di Tiberiade (Galilea, Israele), è stata vinta da un atleta 37enne nato a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo, ed ora di nazionalità francese: si tratta di Patrick Tambwé Ngoie (secondo l'anno scorso), primo e abbondantemente aotto al minimo olimpico nel ragguardevole tempo di 2h07'29", la migliore prestazione europea da quasi quattro anni e al tempo stesso il record della corsa. Tambwé ha preceduto il kenyano Francis Kibiwott (2h07'31") e l'etiope Tefere Bacha, uno specialista con un lungo escursus di maratone disputate (e spesso vinte) in Italia, terzo in 2h07'34". Ottimi i piazzati, tutti al primato personale così come i rimi tre classificati, nonostante la pioggia: quarto Gemechu Borku Wiru (Etiopia) in 2h07'42", quinto Dena Gebrenmhdin Mirach (ancora Etiopia) in 2h08'27", sesto Joel Kipsang (Kenya) in 2h09'49".

Mumbai, Achamo da primato
C'è solo Africa nella nona edizione della Standard Chartered Mumbai Marathon disputata a Mumbai, in India.
Nella corsa femminile, doppio pokerissimo etiope, con le prime dieci atlete tutte della stessa nazionalità, e col nuovo record della corsa siglato da Netsanet Achamo Abeyo (quarta a Roma un anno fa), prima in 2h26'12". Crono discreti per le altre due componenti del podio, Fatuma Sado Dergo in 2h30'20" e Makda Harun in 2h30'47". Nella maratona maschile, vittoria di strettissima misura del kenyano Laban Moiben in 2h10'48" sull'etiope Raji Assefa (stesso tempo) e sull'altro kentano John Kyui (2h20'54"). Delidenti, nelle retrovie della classifica femminile, le quotate Worknesh Tola (quarta nell'ultima maratona di Venezia) e Martha Markos.

Mutai riparte dal cross
Nei Kenya Police Cross Country Championships di Nairobi vittoria di Geoffrey Kiprono Mutai, lo straordinario maratoneta capace, lo scorso anno, di chiudere in poco più di tre minuti a Boston e di stravincere a New York. Le cronache riportano una improvvisa accelerazione di Mutai a metà gara con un vantaggio massimo di circa duecento metri sugli avversari. Mutai ha battuto Moses Masai e Titus Mbishei. Altri grossi nomi tra i battuti: Levi Matebo, Paul Kipsiele Koech, Sammy Kitwara Kirop. Ha perso anche Edna Kiplagat, iridata di maratona, terza dietro la solita Lucy Kabuu-Wangui e Margaret Wangari.

Francia, Ebuya k.o.
Sconfitta di Joseph Ebuya, campione del mondo di cross nel 2010, nel cross francese di Le Mans: soltanto quarto sulle linea d'arrivo, Ebuya è stato preceduto da Caleb Mwangangi Ndiku (campione del mondo junior dei 1500 metri), da Michael Kipruto Kigen e dall'eritreo Samuel Tsegay. Solo Etiopia sul podio femminile: nell'ordine Azemre Gebre, Tigist Kiros e Bertukan Feyisa.

Outdoor: la Pearson già sui blocchi
Premiata con l'ambitissimo riconoscimento di "atleta dell'anno" nel 2011, la campionessa del mondo dei 100 metri ostacoli Sally Pearson ha esordito nel Brisbane Track Classic di sabato scorso, imponendosi sui 100 metri piani in 11"25, dopo aver coperto l'ultima frazione della staffetta 4x100 (44"01). Il prossimo meeting del circuito australiano è l'Hunter Track Classic, in calendario sabato 21 gennaio. Nelle altre gare, rientrata da un recente infortunio, l'ex-iridata dei 400 ostacoli Jana Pittman ha corso i 300 metri in 39"02 (nettamente battuta in 38"20 dall'altra ostacolista Lauren Boden), ma ha condotto vittoriosamente l'ultima frazione della 4x400 in 3'34"21.

Indoor in Europa: la Spiegelburg a 4,77
Nell'impianto di Leverkusen esordio perfetto di Silke Spiegelburg, vicecampionessa europea indoor a Torino e outdoor a Barcellona: al primo impegno della stagione, nel corso dei campionati regionali, ha portato il primato tedesco indoor di salto con l'asta a 4,77, un centimetro meglio di quanto da lei stessa detenuto, settima prestazione mondiale in sala nella storia della specialità. Nella gara maschile, 24 ore prima, 5,72 di Karsten Dilla.
Sempre nell'asta, la giovane britannica Bleasdale (4,71 un mese fa), ha vinto nuovamente gara in Francia, ma assestandosi a 4,52, stessa misura ottenuta dalla francese Boslak.

Russia: la Christmas Cup
A Mosca la velocista Fedoriva ha corso i 300 metri indoor in 36"54, dodicesimo tempo di sempre a poco più di un secondo dalla miglior prestazione mondiale di Irina Privalova. Primo diciassette metri della stagione nel triplo maschile: ad atterrare esattamente sulla misura è stato il 20enne Yuriy Kovalov (già a 17,06 all'aperto). Ancora Starodubtsev, l'astista più in forma di inizio stagione: ai campionati regionali di Chelyabinsk ha superato quota 5,80. Altri risultati dall'Europa: a Kiev 14,31 nel triplo di Hanna Knyazeva, a Londra 2,26 di Samson Oni nell'alto.

Indoor USA: Ahoure 7"09, esordi di Reese e Jones
Venerdì a Houston seconda uscita per Trell Kimmons, sprinter componente della staffetta nazionale, miglioratosi rispetto all'esordio in 6"62, e primato nazionale dell'ivoriana ex-statunitense Murielle Ahoure, velocissima in 7"09, un tempo che la scorsa stagione rappresentò il vertice cronometrico mondiale. Seconda, e brillante in 7"14, Laverne Jones-Ferrette, ben nota velocista delle Isole Vergini.
In Alabama esordi vincenti di Lolo Jones sui 60 ostacoli in 8"08 e 6,62 della campionessa mondiale di salto in lungo Reese. Nella velocità 20"96 sui 200 per Tavaris Tate e 7"24 sui 60 metri della nigeriana Gloria Asumnu, una sprinter che ha avuto lo status di atleta USA fino alla vigilia del mondiale di Daegu. Ancora velociste a fare notizia: dopo una lunga assenza per infortunio è rientrata Muna Lee, atleta di prima fila del panorama americano. La Lee ha esprdito in 7"32, battuta di un centesimo da Jessica Young.

Oliver battuto, Whiting 21,29
A Gainesville debutti importanti: Justin Gatlin ha vinto i 55 metri in 6"15, e David Oliver ha perso sui 55 ostacoli, battuto di un centesimo da Joel Brown (7"13, lo stesso tempo che Oliver aveva segnato in batteria). Notevole Kellie Wells (7"47, ancora sulla distanza dei 55 ostacoli). Sprinters: il migliore della tornata settimanale è Ryan Milus, un atleta poco noto di stanza in Arizona, che a Flagstaff ha stracciato il personale in 6"59. Fa notizia per l'età: è Jeff Laynes, sprinter di buoni trascorsi, che a 41 anni è ancora capace di correre i 60 in 6"71. 200 metri: il 17enne Aldrich Bailey ha corso in 20"99 in un meeting High School a Fayetteville. Ancora risultati: in Nebraska 7"62 del solito Faulk nei 60 ostacoli, a New York 46"51 sui 400 metri per il trinidegno Lalonde Gordon. Il primo otto metri della stagione nel lungo è di Norris Frederick, misura centrata sulla pedana dell'impianto di Seattle.

Lanci: apre le danze Whiting, autore di 21,29 nel peso in Pennsylvania. La specialità sta per decollare con i primi meeting importanti dell'anno (Nordhausen nel fine settimana). Ancora: 20,70 del neo-canadese Rodhe a Flagstaff. Cresce il 19enne Crouser, campione del mondo allievi tre anni fa, che con l'attrezzo da senior si è migliorato fino a 19,72 in Arkansas. Donne: la martellista Riley ha centrato in Illinois la terza prestazione di sempre nel peso con maniglia, lanciando a 25,12 (sue anche le due prestazioni-top della specialità, col limite fissato da cinque stagioni a 25,56).



Indoor: Chicherova, due metri all'esordio
Oggi a Chelyabinsk, nel corso della trentesima edizione del Lukashevich Memorial, la campionessa del mondo di salto in alto Anna Chicherova ha stabilito la miglior prestazione mondiale stagionale indoor superando per la trentesima volta in carriera, all'esordio annuale in pedana, la misura di due metri (al primo tentativo). Infruttuose, ma tutte vicine al successo, le tre seguenti prove alla quota di 2,05. Sconfitto, nell'asta maschile, Dmitriy Starodubtsev, per il quale le cronache recenti avevano riportato un doppio 5,90 realizzato prima e dopo il Natale (sul primo, però, pende una presunta irregolarità della pedana). Per Starodubtsev solo 5,50, battuto da Kucheryanu con 5,60.
Nell'alto maschile 2,30 di Shustov, il campione europeo in carica dal 2010, una prestazione-fotocopia di quanto ottenuto 48 ore prima nello Yalamov Memorial di Yekaterinburg. Sempre a Yekaterinburg, sconfitte per le star russe degli 800 metri, Yuriy Borzakovskiy e Mariya Savinova. L'ex-campione olimpico ha perso sui 500 metri di un decimo contro Trenikhin, mentre la Savinova è stata sconfitta sui 1000 metri, per quindici centesimi, dalla Tutayeva. Sui 300, ottimo 36"94 della Ustalova.

Altro dalla Russia
A San Pietroburgo, nei giorni scorsi, 6,72 della lunghista Oksana Zhukovskaya, a pochi centimetri dal personale, e ottimo 4.746 punti di Yekaterina Bolshova nel pentathlon, miglior prestazione mondiale degli ultimi due anni (e incremento di quasi 400 punti sul personale precedente!), con i seguenti risultati: 8"47 sui 60 metri ostacoli, 1,88 nell'alto, 13,40 nel peso, 6,32 nel lungo e 2'11"74 sugli 800 metri. Resto d'Europa: nessun risultato di rilievo, ad eccezione del 2,29 del saltatore britannico Grabarz a Birmingham.

Indoor USA: previews
Il sito internet della federazione USA informa che nell'U.S.Open Track & Field del prossimo 28 gennaio, in programma al Madison Square Garden saranno presenti alcuni atleti di punta del movimento statunitense, quali David Oliver, Jason Richardson, Bernard Lagat, Jesse Williams, Christian Cantwell, Adam Nelson e Ryan Whiting in campo maschile, e Dawn Harper, Kellie Wells e Jennifer Suhr-Stuczynski in quello femminile. Per la Giamaica, nomi di grido quali Asafa Powell (correrà i 50 metri contro Justin Gatlin, Daniel Bailey e Richard Thompson) e Veronica Campbell-Brown. L'astista Suhr-Stuczynski sarà in pedana anche al New Balance Indoor Grand Prix di Boston (4 febbraio), dove nel miglio maschile è iscritto il britannico Mo Farah, che prima dell'impegno americano esordirà a Glasgow sui 1500 metri. Successivamente, a Birmingham, attaccherà la miglior prestazione mondiale indoor sulle due miglia.

Indoor USA: come-back di Chaunté Howard
La statunitense Chaunté Howard-Lowe ha esordito nel Temple Invitational di Nashville, in Tennessee, assicurandosi la gara di alto feminile con 1,88. A fine mese tornerà sulle pedane europee partecipando alle due tappe del Moravian Tour di salto in alto, che di disputeranno il 28 gennaio a Hustopece e due giorni dopo a Trinec. Poco altro dal panorama USA di questa settimana, eccezion fatta per l'esordio dello sprinter di buona fama Ivory Williams, che in Kansas ha corso i 60 metri in 6"66.

Bekele k.o. in Scozia
Una sconfitta clamorosa, per le dimensioni, quella patìta sabato nel cross di Edinburgo da Kenenisa Bekele. Il campione etiope è finito addirittura undicesimo sul percorso di tre chilometri, dispiegato lungo Holyrood Park. Primo al traguardo il campione olimpico dei 1500 metri, Asbel Kiprop, che ha superato la sorpresa britannica Jo Hay e l'altro kenyano Kipchoge, argento olimpici dei 5000. Il campanello d'allarme, invero rumoroso, non preoccupa più di tanto Bekele, che ha dichiarato di volersi trovare nella forma migliore in concomitanza con i Giochi Olimpici, e che non affretterà i tempi.
Nel frattempo, dal management dell'etiope, filtra la notizia che dopo i Giochi di Rio de Janeiro Bekele potrebbe cimentarsi nella maratona.

Il Cross di Amorebieta
In Spagna vittoria senza sorprese per Joseph Ebuya, iridato di cross 2010. Ha superato Vincent Chepkok e l'eritreo Mesfin. Nella gara femminile colpaccio della eritrea Nazareth Weldu, prima sul grosso nome rappresentato da Priscah Jepleting. L'altro cross spagnolo di prestigio in programma nel weekend, quello di Fuensalida, quest'anno non ha avuto un cast internazionale a causa di una drastica riduzione del budget.

Xiamen, subito una maratona-record
E' del 35enne Peter Kamais la prima prodezza stagionale nella maratona: il kenyano si è imposto nella 42 chilometri di Xiamen, in Cina (decima edizione), stabilendo in 2h07'37" il nuovo record della corsa, e di oltre due minuti il primato personale, precedendo il connazionale Dickson Chumba (più giovane di dieci anni, secondo in 2h08'21") e l'etiope Solomon Tsige (2h09'01", la scorsa stagione ottavo a Roma). Tra le donne successo in un eccellente 2h23'09" della etiope Ashu Kasim (seconda a Houston un anno fa).

Strada: Komon a caccia del record del mondo
Il kenyano Leonard Patrick Komon, che nel 2010 ha stabilito in Olanda i primati del mondo sulle distanze dei 10 e dei 15 chilometri su strada, attaccherà il record mondiale di mezza maratona (58'23" dell'eritreo Tadese) ancora in territorio olandese, in occasione dell'esordio sulla mezza maratona che si disputerà a L'Aja il prossimo 11 marzo.

Strada: sorpresa a Egmond
Nella mezza maratona di Egmond, tra le favorite (Florence Kiplagat e Hilda Kibet) è spuntata la 20enne etiope Meseret Hailu Debele, una runner già vicina alle due ore e trenta nella maratona. Ha preceduto la fortissima Kiplagat (sub-2h20' nella maratona di Berlino pochi mesi fa) di tre secondi. Successo maschile per un altro etiope, Dawit Wolde, in 1h00'46", primato del percorso.

Eurocross, azzurri quinti, oro a Bekele
Sergey Lebid non fa dieci (nel senso di vittorie individuali) e questa è la prima notizia che giunge da Velenje (Slovenia), al termine della prova maschile degli Europei di cross. La seconda, è il successo per distacco del belga di origine etiope Atelaw Bekele, in testa praticamente dal primo metro di corsa (con vero break però intorno al terzo chilometro), accumulando fino ad una ventina di secondi di margine, ridotti a cinque al traguardo. Margine sufficiente per battere lo spagnolo Lamdassem (secondo) ed il portoghese Rocha (terzo), e mettersi al collo la medaglia d'oro, che segue il bronzo Under 23 colto due anni fa. Nulla da fare per l'ucraino Lebid, che inseguiva l'incredibile traguardo di dieci vittorie nella manifestazione, costretto al ritiro dopo circa due terzi di gara. E nulla da fare anche per gli azzurri, in evidenza nella prima parte di corsa, ma scivolati più indietro nel finale, e quinti nella classifica complessiva alle spalle di Francia, Gran Bretagna, Spagna e Portogallo. Gara di rimonta per gli ottimi Stefano La Rosa (Carabinieri) e Gabriele De Nard (Fiamme Gialle), finiti rispettivamente al quattordicesimo e al diciassettesimo posto, in rimonta (in casa Italia) rispetto a Kaddour Slimani, partito invece nelle prime file ma risucchiato dagli avversari (fino al 23esimo posto finale) nella parte decisiva di corsa. Bene anche la fiamma gialla Yuri Floriani, capace di tenere la posizione e chiudere al trentesimo posto (utile per il computo di squadra), mentre più a disagio è apparso sui ritmi della prova il maratoneta Ruggero Pertile, quarantaquattresimo alla fine. In sostanza, è mancato il piazzamento di vertice, quello da primi dieci posti, per trasformare in realtà le speranze azzurre di una medaglia (peraltro rese più esili dall'assenza di due uomini importanti come Andrea Lalli e Daniele Meucci).
L'Europeo di cross di Velenje si chiude senza podi per la squadra azzurra, che porta però a casa alcune buone prestazioni che lasciano ben sperare per la stagione 2012 ormai alle porte: il quarto posto di Nadia Ejjafini (il migliore di spere per una donna italiana), il decimo di Valeria Straneo, l'undicesimo nella corsa Under 23 maschile per Patrick Nasti, sono le cose migliori viste nella giornata in chiave tricolore. La manifestazione ha visto invece il dominio della Gran Bretagna, che pur non imponendosi a livello individuale assoluto, ha portato via ben dodici medaglie (sei d'oro), finendo sul podio in tutte le classifiche a squadre (quattro vittorie e due secondi posti).
Eurocross, Ejjafini sfiora il podio: è quarta
La coraggiosa condotta di gara di Nadia Ejjafini ha regalato all'Italia questa mattina a Velenje (Slovenia) il miglior piazzamento individuale al femminile nelle diciotto edizioni che compongono la storia del Campionato Europeo di cross. La maratoneta biellese dell'Esercito, marocchina di nascita, ha chiuso al quarto posto gli otto chilometri di percorso della prova continentale di campestre, battagliando con l'irlandese Britton, la portoghese Felix e la britannica Steel (finite nell'ordine sul podio) per quasi tutta la durata della gara. Mai un'italiana si era classificata così in alto nella rassegna continentale di campestre (il miglior risultato, ad oggi, i noni posti di Sabrina Varrone ad Oeiras '97 e Patrizia Tisi ad Edimburgo 2003). Dietro la Ejjafini, luce anche per l'altra maratoneta azzurra al via, Valeria Straneo, l'alessandrina portacolori del Runner Team 99 (allenata da Beatrice Brossa) decima al traguardo. Avvio di gara al fulmicotone per le azzurre (protagoniste nell'autunno azzurro con il minimo olimpico centrato nelle maratone di Berlino e Francoforte), subito in testa in un pacchetto di una decina di atlete. Dopo due giri, è l'irlandese Fionnuala Britton (specialista delle siepi, quarta dodici mesi fa nell'eurocross di Albufeira) a prendere l'iniziativa, allungando il gruppo. Presto rimangono in due al comando: la Britton e proprio la Ejjafini, con la Felix e la Steel (riemersa dalle retrovie) ad inseguire. Con il passare dei chilometri, però, anche a causa dell'azione della scatenata Britton, l'azione dell'azzurra diventa meno fluida, consentendo il ritorno prima della Steel, e poi della Felix (quest'ultima capace anche di risalire ulteriormente, fino all'argento). A completare il risultato di squadra delle azzurre (seste complessivamente nella graduatoria capeggiata da Gran Bretagna, Portogallo, e Germania) il 39esimo posto di Giovanna Epis (Forestale) ed il 48esimo di Valentina Costanza (Esercito).

Internazionale, le top-news dal mondo
La consueta panoramica estera del lunedì sera tocca questa settimana tutti i cinque continenti: naturalmente, agenda degli appuntamenti alla mano, in vetrina troviamo le attività su strada e crossistiche. Apriamo con la conclusione del caso-Mullings, la cui audizione e il successivo verdetto erano in programma a Kingston.

Mullings, squalifica a vita
E' di pochi minuti fa la notizia della sospensione a vita per Steve Mullings, lo sprinter giamaicano sceso quest'anno a 9'80" sui 100 metri nel meeting di Eugene. Mullings era stato trovato positivo per un agente mascherante (furosemide) nel corso dei campionati nazionali di Kingston. La sospensione a vita gli è stata comminata dalla commissione giamaicana anti-doping in relazione al fatto di aver già ottenuto uno stop di due anni, sempre per uso di sostanze dopanti.

Haile torna e vince
Haile Gebrselassie si è imposto nella classica Zevenheuvelenloop (le sette colline) di Nijmegen, in Olanda, sulla distanza dei 15 km. L'etiope ha chiuso in 42'42" (28'35" al decimo chilometro), precedendo nettamente il kenyano Vincent Kipruto Limo (43'13") e, ancora più distanziato, l'eritreo Samsom Gezahai (43'55"). Gebrselassie ha anche confermato l'intenzione di correre la maratona di Tokyo in febbraio. Bel risultato anche per la 19enne etiope Waganesh Mekasha, quarta ai mondiali di cross nella gara junior, che è stata cronometrata in 48'32", dieci secondi più veloce della nipponica Odagiri. Quinta, la campionessa olimpica 2004 di maratona Noguchi, al rientro individuale dopo tre anni.

Yokohama
In un clima insolitamente caldo, nella prima delle tre maratone giapponesi valide come selezione femminile per i Giochi Olimpici, si è imposta Ryoko Kizaki in 2h26'32", precedendo Yoshimi Ozaki (2h26'49") e la britannica Mara Yamauchi-Myers, al rientro in 2h27'24" (minimo olimpico centrato). Quarta Kaoru Nagao, leader dopo il 30° chilometro, in 2h29'43", quinta la sudafricana René Kalmer, che dopo l'esordio a Praga è scesa a 2h29'59". Solo nona Salina Jebet Kosgei (2h35'26"). Per definire le atlete giapponesi che formeranno la squadra delle maratonete per Londra, bisognerà attendere gli esiti delle prove di Osaka e Nagoya, in programma all'inizio del 2012 (grazie a Ken Nakamura).

A Cannes vince Kanda
La maratona delle Alpi Marittime è stata vinta da Luka Kanda in 2h08'40", ampiamente primato personale e record della corsa. Il kenyano ha preceduto l'etiope Shume Hailu Legesse (2h09'07"). Ottimi riscontri anche per lo sconosciuto Moses Kurgat (2h09'31") e per l'etiope Lema Feyisa (2h09'54"). Sempre domenica, nella mezza di Boulogne-Billancourt, l'etiope Sentayehu Merga Ejigu si è imposto in 1h01'38" in volata su Estifanos Tekelde (1h01'39"). L'etiope Goitetom Haftu Tesema (seconda quest'anno a Roma in 2h26'21"), ha vinto la mezza femminile in 1h10'57".

Cross: Koech vince in Kenya, Chepkok e la Jeptoo in Spagna
Isiah Kiplangat Koech, il sensazionale atleta junior già protagonista a Daegu (quarto sui 5000), ha vinto il cross di Embu imponendosi sui 12 chilometri del percorso in 36'02". All-Kenya anche nel cross spagnolo di Soria, dove a tagliare per primi il traguardo sono stati Vincent Chepkok e Priscah Jeptoo, argento mondiale di maratona e prima a parigi in primavera.

Lebid forza 10
Il cross, in Europa, porta sostanzialmente il suo nome: è Sergey Lebid, ucraino già nove volte campione d'Europa di corsa campestre e sempre presente alla manifestazione, fin dalla prima edizione del 1994. A Velenje (Slovenia) il 10 di dicembre, cercherà di realizzare una strepitosa cifra tonda di 10 vittorie in 18 partecipazioni. La manifestazione conta su ben 550 atleti, una cifra-record per la storia dell'European Cross Country Championships, ma potrebbero aggiungersene altri in extremis.

L'ultima strada
A chiudere la grande stagione delle maratone internazionali sarà, come ogni anno, quella giapponese di Fukuoka, che quest'anno si disputerà il 4 dicembre. Il campo partenti, nel settore degli atleti d'élite, presenta anche stavolta nomi di indubbio interesse, con ben dodici maratoneti con primati personali inferiori alle due ore e dieci minuti. Il miglior tempo, tra gli iscritti, è quello del giapponese Atsushi Fujita, che ottenne il suo 2h06'51" proprio a Fukuoka, ma ben undici anni fa. Tra gli altri nomi da seguire, l'ucraino Dmytro Baranovskyy, i russi Safronov e Sokolov, il marocchino Harroufi, gli altri giapponesi Kawauchi, Irifune, Ogata, Sato e Maeda. Al debutto assoluto il kenyano Josphat Muchiri Ndambiri, un atleta che vive in Giappone e già autore di alcuni grandi diecimila metri, anche sotto i ventisette minuti, che fu quinto ai mondiali di Osaka. Altri kenyani: Isaac Macharia e Boniface Kirui (anch'egli all'esordio). Semi-esordio per l'irlandese Cragg, che dopo il ritiro di New York cercherà di completare la gara con un riscontro cronometrico importante.

Internazionale, in Messico c'è l'America
Torna sotto i riflettori l'atletica in pista con la disputa dei 16° Giochi Panamericani di Guadalajara, il cui programma di atletica ha avuto inizio domenica e si concluderà dopo otto giornate di gare. Oltre alla manifestazione messicana (la seconda giornata è ancora in corso), le principali notizie del report estero riguardano le maratone e le tante corse su strada del fine settimana.

I Giochi Panamericani al via in Messico
Nel cast della manifestazione di Guadalajara (quasi 1600 metri sopra il lvello del mare) si registrano molti assenti, squadre come USA e Giamaica ridotte al minimo e senza la maggior parte dei nomi di primo piano, ma anche nove medagliati dei Mondiali di Daegu e alcuni nomi di indubbia fama. Gli atleti in gara, che sono anche saliti sul podio mondiale in Corea, sono Kim Collins, Lazaro Borges, Dylan Armstrong, Guillermo Martínez, Leonel Suárez, Luis Fernando López, Fabiana Murer, Caterine Ibargüen e Yarelis Barrios. In cerca del riscatto, dopo la squalifica nella finale mondiale, Dayron Robles. In gara anche l'olimpionica di salto in lungo Maggi, la Moreno nel martello, la Savigne nel triplo, recuperata a tempo di record dopo l'infortunio di Daegu.
Nella prima giornata (domenica) sono stati assegnati i primi tre titoli, dove il Guatemala ha recitato la parte del leone con due ori nelle gare di marcia. Nella 20 km femminile, vittoria di Jamy Franco (1h32'38", record dei Giochi) e argento per l'altra guatemalteca Mirna Ortiz (1h33'37"). Bronzo alla colombiana Hernandez in 1h34'06". Nella 20 maschile oro a sorpresa al ventenne Barrondo in 1h21'51", laddove il favorito López è giunto solo terzo, preceduto anche dal colombiano Rendon. Addirittura sesto l'altro favorito, il messicano Eder Sanchez. Nella maratona femminile, successo della brasiliana Adriana Da Silva in 2h36'37", che ha battuto la favorita messicana Madai Perez.

La Moreno a 75,62
Nelle finali della seconda giornata (ancora in corso di svolgimento, c'è la Murer nell'asta) spicca finora quello del martello femminile, dove la cubana Yipsi Moreno ha vinto l'oro con 75,62, quarta prestazione mondiale stagionale, a un metro esatto dal record nazionale da lei stessa detenuto. Nelle batterie dei 100 metri i tempi migliori sono stati registrati da Callender (Trinidad, 10"13) e dal giamaicano Lerone Clarke (10"15). Kim Collins si è imposto nella sua serie in 10"37 con vento fortemente contrario. Precoci eliminazioni per Darrel Brown, argento mondiale 2003, e per lo statunitense Edwards. Le semifinali sono in programma nella notte italiana.

Atletica nel Golfo
A Manama si è disputata la prima edizione dei Giochi dei paesi del Golfo, limitata alla partecipazione maschile dei sei paesi interessati (Bahrain, Oman, Qatar, Kuwait, Emirati Arabi e Arabia Saudita). Il Kuwait ha primeggiato nel medagliere con otto medaglie d'oro, ma il maggior numero dei podi è stato conquistato dai sauditi (diciotto). Tra i risultati da segnalare, il 10"17 dello sprinter dell'Oman Barakat Mubarak Al-Harthi, il 20"55 di Femi Seun Ogunode (Qatar, ma di nascita nigeriana) e il 76,72 del martellista del Kuwait Ali Mohamed Al-Zankawi. Doppio primato nazionale per l'Oman nelle staffette, vinte con 39"49 e 3'07"79. Il finalista mondiale di salto in alto Moataz Essa Barshim ha vinto la gara a 2,16 e si è accontentato. Dal Medio Oriente al Giappone: negli ultimi giorni a Nagasaki 15'28"83 di Sally Kaptich Chepyego, a Oita un ben più interessante 13'15"44 dell'altro kenyano Charles Ndirangu, classe 1993.

Le maratone del fine settimana; Biwott 2h07'03"
A Chuncheon (Corea, sessantacinquesima edizione) vittoria di Stanley Kipleting Biwott in 2h07'03" e, dopo solo una settimana dal 2h07'28" di Tsegay ad Amsterdam, ancora un nuovo record nazionale per l'Eritrea grazie a Yared Asmeron, che è giunto secondo in 2h07'27". Terzo Nelson Kirwa Rotich in 2h10'46", quarto Jonathan Kipkorir Kosgei in 2h11'14". Il numero dei partecipanti ha sfiorato le ventimila unità.

Anche a Lubiana si corre forte
Nella Ljubljanski Maraton disputata domenica mattina (sedicesima edizione, dodicimila partecipanti), gli sforzi degli organizzatori sono stati premiati dai risultati cronometrici conseguiti dal 33enne Daniel Kiprugut Too, che ha strapazzato il record della corsa portandolo a 2h08'25", e dagli altri sub-2h10' ottenuti rispettivamente da Joseph Kimeli Lagat (2h08'50"), Michael Chege (debutto in 2h09'12"), Berhanu Shiferaw (18 anni, 2h09'19") e Alemayehu Shumye (2h09'38"). Sopra le due ore e dieci alcuni nomi molto noti nel circuito, quali Kiprotich Kenei, Evans Ruto, Cosmas Koech. La gara femminile è stata vinta dalla veterana Lydia Kurgat in 2h33'01", su Jane Rotich (2h33'42") e Olha Kotovska (Ucraina), terza in 2h35'04". Maratona di notte: è suggestiva e spettacolare quella di Bilbao, si corre la sera con ricco contorno di manifestazioni musicali e folcloristiche. Vittoria e gran biglietto da visita dell'esordiente marocchino Abdellah Taghrafet, che ha chiuso in 2h08'21".

Le altre corse
A Casablanca (quarta edizione) vince il marocchino Ennaji El-Idrissi in 2h12'55". Nella messicana Juárez primo posto per Erik Mose Monyenke (Kenya) in 2h15'02" e Rose Jebet (2h34'03"), che ha battuto la più nota Hyvon Ngetich (2h35'56"). Francia: a Tolosa (quinta edizione, poco meno di tremila iscritti), vittoria e record del 32enne Patrick Korir in 2h11'36" sul plurivincitore uscente Ben Bitok (2h12'22") e David Kiprono Langat (2h12'44"). Ancora dalla Francia: nella città dei profumi (Grasse), vittoria del burundiano Ezekiel Nizigiyimana nella 10km locale in 28'38". Il nome noto al via era quello di un un altro burundiano, Onesphore Nkunzimana (giunto sesto). Sarah Chepchirchir ha vinto un'altra 10 km francese (a Cholet, nella Loira) in 32'58". Nel campionato francese di mezza maratona, disputato a Bois Guillame (Normandia) titoli assegnati a Djamel Bachiri (1h04'27") e a Fatiha Klilech-Fauvel (1h12'38").

Mezza veloce a Valencia
Buoni risultati nella "Medio Maraton de Valencia", con due kenyani sotto l'ora. Vittoria per il 20enne John Nzau Mwangangi in 59'45" su Kenneth Kipkemoi (un atleta le cui informazioni ne attribuiscono la nascita nel 1994), secondo in 59'47". Se confermato lo status di 17enne, si tratterebbe della miglior prestazione mondiale allievi sulla distanza. Terzo Nicholas Kiptanui Kemboi in 1h01'07". Tra le donne vittoria della marocchina Malika Asahssah in 1h10'26" sulla connazionle Rkia El Moukim (1h10'38").

Gebre torna e vince a Birmingham
Nella Great Birmingham Run di Birmingham (mezza maratona) faticoso ritorno al successo di Haile Gebrselassie in 1h01'29" (molto vento a disturbare la gara) su Essa Ismail Rashed (Qatar, 1h02'28") e sul marocchino Abderrahime Bouramdane (1h03'57"). Quarto, lo spagnolo 40enne José Manuel Martinez in 1h04'46". Per Gebre, confermato l'impegno di febbraio nella maratona di Toyko, ma già in novembre sarà alla 15 km di Nijmegen, in Olanda. Per le principali notizie, le fonti contributive di questa settimana sono Nestor Calixto, Heinrich Hubbeling, Alfons Juck, Carles Baronet, Ken Nakamura, Zdravko Peternelj, Planete-Marathon).
 



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