Dal 1998, tanti tentativi di imitazione!                       

 





 

 

Notizie dal Mondo della Grande Atletica: articoli e comunicati ripresi dalla Gazzetta dello Sport,
dai siti Fidal.it e Iaaf.org

Tyson Gay è una furia anche a Clermont (19.79), Ortega fa il vice-Robles, Brigetta Barrett supera 1,99.
Praga Marathon
Vincono Nicholas Kemboi (quello emigrato in Qatar, non l'omonimo tuttora kenyano specialista dei 1500 metri) e Caroline Rotich.
Per Kemboi un successo cifrato a 2h08'51", il primo nelle tre maratone disputate, davanti all'etiope Girmay Birhanu (2h09'30"),
con il favorito della vigilia Matebor solo quarto in 2h10'56". La Rotich, già vincitrice nella mezza maratona di New York in
marzo, si è imposta in 2h27'00" precedendo l'altra kenyana Philes Ongori (2h29'53") e l'etiope Kiros (2h30'02"). Staccatissima
Lydia Cheromei, sesta in 2h34'26". Tra gli altri risultati dell'attività su strada del weekend, la vittoria di Leonard Patrick
Komon nei 10km di New York in 27'58", e il primato statunitense sui 25km ottenuto ai campionati nazionali di Grand Rapids da
Mohamed Trafeh in 1h14'18".Clermont, Gay velocissimo
Come ogni anno, il meeting di Clermont ha riservato più di un risultato di spessore nella velocità, pur
se spesso inficiato dal vento generoso. Stavolta il numero a sensazione l'ha firmato Tyson Gay, che
dopo aver vinto i 100 di Kingston in 9"86 si è espresso ancora a grandi livelli nel primo 200 metri d
ella stagione, coperto in 19"79, seppur aiutato da 2,5 metri al secondo nella lettura dell'anemometro.
Della pista ultraveloce e del vento hanno beneficiato anche i centisti tedeschi, approdati in due nell'orbita dei 10 secondi netti
: si tratta di Martin Keller (9"99) e di Julian Reus (10"00), sospinti da 3,7 m/s. Nelle batterie si conta un 9"91 ventoso di
Ashmeade (20 netti a Kingston pochi giorni prima), e il debutto con vento legale dei caraibici Edward (Panama, 10"13) e
Bledman (Trinidad, 10"14). Un vento appena sopra la norma ha beffato il "caimano" Forbes (13"31 nei 110 ostacoli) e
l'altro tedesco Balnuweit (13"32). Tra le donne, 22"63 ventoso della trinidegna Baptiste, che sulla stessa pista, tre anni fa,
ottenne il primato nazionale sui 100 (10"84).
Ortega 13"17
Nello stesso giorno della faticata vittoria di Usain Bolt nell'esordio di Georgetown (10"09 pre soli sei millesimi sul connazionale
Bailey Cole), il cubano Orlando Ortega ha corso la miglior prestazione mondiale stagionale nei 110 ostacoli (13"17) a Baie Mahault,
nella Guadalupa francese candidandosi a cogliere la temporanea eredità lasciata da Dayron Robles. Nella stessa gara, dopo gli
statunitensi Payne (13"34) e Wilson (13"41) si è messo in luce l'altro cubano 20enne Yordan O'Farrill, miglioratosi di quasi
mezzo secondo con 13"47. Altri risultati: 14,22 della Ibargüen nel triplo, 49"00 di un altro cubano, Cisneros, nei 400 ostacoli.
USA: Nellum 44"76, la Barrett a 1,99
Nella giornata conclusiva del "PAC 12", arriva l'ottimo uno-due di Bryshon Nellum, ex-iridato junior nei 400, che si è imposto
su 200 e 400 in 20"23 e 44"76, terza prestazione mondiale stagionale, e la doppietta femminile di Kori Carter, che ha vinto
entrambe le gare ad ostacoli stracciando i personali in 12"76 (seconda la novità Buchanan in 12"77, vento praticamente nullo)
e in 54"21, il miglior tempo della stagione.
Altri risultati di rilievo dal disco (65,41 del solito australiano Wruck) e dai 100 uomini (10"07 di Beejay Lee e del canadese
Brown).
Dal fine settimana USA ecco altri risultati da segnalare: nei 100 ostacoli, ad Atlanta Brianna Rollins ha corso in 12"68
controvento, in batteria, prima di rinunciare alla finale, mentre a Turlock Vashti Thomas (anche lunghista) si è espressa a
12"74. Apertura di stagione per il discobolo iraniano Hadadi, argento a Londra, con 64,01, mentre l'olandese Rutger Smith ha
lanciato a 65,39 in California. Ancora, 20"30 di Ameer Webb sui 200 a Columbia, 13"62 ventoso dell'iridato dei 110 ostacoli
Jason Richardson e 55"02 di Lashinda Demus (saranno entrambi a Shanghai in Diamond League), 11"14 della poco conosciuta Lakeisha
Lawson. Salti: l'argento olimpico di salto in alto Brigetta Barrett ha superato quota 1,99, primato mondiale stagionale a
ll'aperto. A Columbia, gran 8,34 del lunghista giamaicano Damar Forbes, viziato da un vento di 2,3 metri al secondo, che ha
battuto l'americano Dendy (8,29 pure ventoso).
Silva sempre più veloce
La brasiliana Ana Claudia Lemos Silva, dopo l'11"13 di pochi giorni fa, ha migliorato ancora il primato sudamericano dei
100 femminili correndo in 11"05 nel caldo Grand Prix di Belem (temperature sopra i 30 gradi), con vento a 1,7 m/s, precedendo
la statunitense Mikele Barber (11"15). Nel meeting brasiliano, conferma del talento del 20enne cubano Ernesto Revé, capofila
stagionale outdoor di salto triplo, che si è imposto con 17,37. Dal mezzofondo, record nazionale del colombiano Rafith Rodriguez
negli 800 in 1'44"70. Altre gare con risultati interessanti, i 400 donne vinti dalla giamaicana Patricia Hall in 50"86,
il martello vinto dal tagiko Nazarov con 78,49, l'asta di Augusto de Oliveira (5,70).
Record oceanico per Harradine
Sulla pedana di Townsville, dove l'anno scorso lanciò a 67,53), il discobolo australiano Benn Harradine ha migliorato il primato
continentale della specialità con un lancio di 68,20, primato mondiale stagionale. Harradine è atteso ora dalla gara di Shanghai
in Diamond League. Dal resto dell'attività internazionale su piste e pedane dei giorni scorsi, segnaliamo l'apertura di stagione
a Mosca, con 18,79 della pesista Tarasova e 8,06 del lunghista Sukharev, e il 77,99 del martellista tedesco Esser a Spalato.
Grand Prix asiatico
Dopo Bangkok, Chonburi (ancora Thailandia) e Colombo (Sri Lanka).
A Chonburi l'olimpionica degli ostacoli alti Sally Pearson ha corso una frazione di 4x100 col team australiano (44"06).
A Colombo l'uzbeka Dusanova ha superato l'1,93 nel salto in alto, mentre il bis della Pearson non ha avuto un buon esito
(squalifica per mancato passaggio del testimone). Dall'Asia anche i Golden Games di Nobeoka in Giappone (mezzofondo prolungato),
dove si sono registrati discreti risultati come il 27'51"54 di Keita Shitara, che ha battuto il notissimo Martin Matathi
(27'52"65) e il gemello Yuta Shitara (27'54"82), mentre nei 5000 si sono imposti l'etiope Daba (13'18"72) e la kenyana Kimanzi
(15'21"41). Sempre dal Giappone, 1h10'36" dell'ex-olimpionica di maratona Mizuki Noguchi nella mezza maratona di Sendai.



Eventi-clou a Philadelphia e Des Moines. L'Oriente lancia due sprinters. Rinviato l'esordio sui 200 per Bolt.
Le Penn Relays a Philadelphia
Non c'è stato l'en-plein statunitense nell'ultima giornata delle Penn Relays al Franklin Field di Philadelphia, dove le gare a staffetta hanno rapresentato, come da tradizione, gli eventi di maggior richiamo per un pubblico numeroso, contato in quasi 49.000 unità. Lo scontro "USA vs The World" ha prodotto tre record mondiali stagionali (le due 4x400 e la 4x100 maschile), e quattro vittorie USA su sei. Nella 4x100 uomini il quartetto composto da Rodgers, Gatlin, Patton e Ryan Bailey ha chiuso in 38"26, su una formazione giamaicana dove, dei campioni olimpici, era schierato il solo Nesta Carter, in prima frazione (38"65). Nell'altra 4x100, le giamaicane (Simpson, Stewart, McLaughlin e Shelly-Ann Fraser-Pryce) si sono imposte in 42"42 su un quartetto USA che comprendeva Mandy White, la Anderson, la Pierre e la Lucas (42"65). Solo terza (a un centesimo) un altra selezione USA, forte di tre quarti delle campionesse olimpiche e primatiste mondiali (Madison, ora sposata Bartoletta, Felix e Knight, con la Tarmoh al posto della convalescente Jeter).
Vittorie USA nelle staffette del miglio: Lawrence, Mitchell, Bershawn Jackson e McQuay, in 3'00"91, hanno regolato i giamaicani (3'01"15) e Bahamas (3'02"23). Nella 4x400 donne ancora USA al successo in 3'22"66, con Beard, Hastings, Trotter e McCorory davanti a un'eccellente e irriducibile formazione britannica (Child, Cox, Ohuruogu e Shakes-Drayton), che in 3'22"68 ha sfiorato la vittoria (terze le giamaicane in 3'24"11). Tra le frazioni migliori, ricordiamo il 44"1 del campione olimpico dei 400 Kirani James (schierato con la selezione dei Caraibi assieme a un altro campione olimpico, Felix Sanchez), il 44"3 del giamaicano Nolan, che ha recuperato mezzo secondo su McQuay, e il 44"4 di Newbold, ultimo frazionista delle Bahamas. Tra le ragazze, 49"5 della nigeriana George, 49"9 della Hastings e 50"0 di Novlene Williams-Mills.
Per finire, la 4x800 feminile, dove vincono le ragazze USA col nuovo record americano di 8'04"31 (Montano-Johnson cronometrata in 1'58"6) e la staffetta a distanza mista maschile dove il successo è andato agli etiopi in 9'16"34 (meno di un secondo dalla miglior prestazione mondiale), forti di una super-frazione di 800 di Aman (1'44"0). Nelle gare individuali, bel successo dell'ex-olimpionica dei 1500 metri Nancy Lagat nel miglio in 4'28"50, 2,33 del canadese Drouin nell'alto, e modesto 10"29 di Lemaître nei 100.
Le Drake Relays a Des Moines
La cubana Yarisley Silva ha fatto registrare nel salto con l'asta il miglior risultato tecnico della manifestazione dell'Iowa, battendo la campionessa olimpica in carica e neoprimatista mondiale indoor Jenn Suhr (4,63), stabilendo anche il nuovo primato del Centro America e dei caraibi con un primo assalto vincente alla quota di 4,85 (poi tre errori a 4,90). Appena 48 ore prima, la cubana aveva vinto un'altra competizione in programma a Des Moines, disputatasi in un impianto al coperto, con 4,82, anche questo record di area, ma indoor. Nella gara indoor maschile (impianto piccolino col pubblico quasi a contatto con gli atleti), il tedesco Otto con 5,80 ha battuto il campione olimpico Lavillenie (5,70).
Nelle altre gare del programma, numerosi i mondiali stagionali e più in generale i risultati interessanti, a iniziare dal 44"74 del dominicano Santos nei 400, dal 4'03"35 di Jenny Simpson-Barringer nei 1500 metri (sesta la formidabile allieva Cain in 4'10"77), e dal 12"71 di Queen Harrison nei 100 ostacoli, che ha battuto nell'ordine Harper, Wells e Lolo Jones, tutte nello spazio di un decimo.
Ancora, 21,71 di Hoffa nel peso su Whiting (21,37) e sul canadese Rodhe (21,29), 48"55 di Michael Tinsley su Dutch (48"73) e un Culson in rodaggio (49"33), 2,31 di Jonas nell'alto, sconfitta di Aries Merritt in un 110 ostacoli con un forte vento contrario che ha mandato in tilt più di un atleta, e 6,94 ventoso di Brittney Reese nel lungo donne, due centimetri meglio di Janay DeLoach-Soukup. Top stagionale anche nei 400 ostacoli femminili, vinti dalla ceca Hejnova in 54"41, e nel miglio maschile, andato al neozelandese Willis in 3'55"70.
Mezzofondo a Palo Alto
Disputato ieri, il Payton Jordan Invitational ha offerto risultati di qualità nelle distanze lunghe: la kenyana Betsy Saina ha vinto i 10000 in 31'37"22 sulla connazionale Obare (31'44"92), la giapponese Hagiwara (31'45"29) e la neozelandese Smith (31'46"37). La 22enne Coburn ha portato il mondiale stagionale dei 3000 siepi a 9'28"26,. Sul fronte maschile, l'australiano St.Lawrence ha vinto la serie migliore dei 10000 in 27'37"55, mentre in un combattuto 5000 Ben True (13'44"44) ha battuto il siepista Evan Jager (13'14"60). Miglior tempo mondiale della stagione anche nei 3000 siepi maschili, per merito di Matt Hughes (8'21"34), che ha battuto il venezuelano Peña e il canadese Genest.
USA, lanci salti e ostacoli
Nel Triton Invitational di La Jolla (California, tre giorni di gare), 65,92 del discobolo australiano Julian Wruck (65,31 in un'altra gara a Los Angeles, nel giro di 24 ore), 63,26 di Gia Lewis-Smallwood, e 72,15 della McCall nel martello. In chiusura di programma, 65,12 del brasiliano Ronald Juliao nel disco e 20.74 del canadese Nedow nel peso. A Radford, il martellista slovacco Marcel Lomnicky ha lanciato a 77,06. Da un meeting classico del calendario primaverile USA (lo Steve Scott Invitational di Irvine), segnaliamo il 54"94 nei 400 ostacoli di Dalilah Muhammad, stesso tempo ottenuto della finalista olimpica dei 400 ostacoli Georganne Moline a Tempe. Da questo meeting, anche un 1,94 dell'argento olimpico dell'alto femminile Brigetta Barrett e il 2,28 del messicano Edgar Rivera nella gara maschile.
USA, sprint
Nell'altitudine di Fort Collins, Jeremy Dodson ha corso in 10"00 e 20"37, ma con vento decisamente impetuoso alle spalle. Una quasi dentica brezza favorevole ha sospinto i bahamensi Hart e Mackey a 10"09 e 10"10 in Texas, mentre con vento entro i limiti Cierra White è scesa a 11"08. In California, 20"37 nei 200 del quattrocentista Nellum. In Alabama si sono rivisti l'ostacolista Trammell (5 argenti tra Olimpiadi e Mondiali, al rientro dopo 10 mesi), che ha segnato 13"87, e il vicecampione del mondo dei 100 a Osaka Atkins, che ha corso i 200 in 20"94.
Kiryu e Zhang Peimeng, Orient-Express
Due sprinter del mondo asiatico in grande evidenza nelle ultime 48 ore: è di stamane la notizia che nell'Oda Memorial di Hiroshima, il 17enne giapponese Yoshihide Kiryu ha eguagliato il record mondiale junior dei 100 metri, correndo (in batteria) in 10"01 con vento ampiamente entro i limiti per l'omologazione (0,9). Kiryu, già due volte al mondiale allievi la scorsa stagione (10"21 e 10"19), era alla prima gara dell'anno, e si è quasi ripetuto in finale, vinta in 10"03 ma con 2,7 metri di vento alle spalle. Il limite mondiale junior, eguagliato dal giovane sprinter giapponese, è detenuto da Darrel Brown, che conquistò l'argento mondiale "senior" in 10"01 ai Mondiali di Parigi del 2003.
Kiryu ha anche sfiorato il record nazionale assoluto, detenuto da Koji Ito, che 15 anni fa corse in dieci netti ai Giochi Asiatici di Bangkok. L'altro velocista a fare notizia è il cinese campione d'Asia Zhang Peimeng, che nel Grand Prix di Zhaoqing ha eguagliato il mondiale stagionale dei 100 di Mike Rodgers, stabilendo il primato nazionale con 10"04.
Non è il solo risultato di valore del meeting, che ha anche visto la giavellottista Li Huihui migliorare il record asiatico con un lancio di 65,62, e la pesista Gong Lijiao scagliare l'attrezzo a 19,97.
Nel resto d'America
Momento d'oro per German Lauro, pesista argentino finalista olimpico a Londra, che in quattro giorni ha migliorato il primato nazionale prima a 20,89, poi a 20,98. In crescita anche le discobole sudamericane Andressa de Morais (Brasile, 61,04) e Rocio Comba (Argentina, 60.94). Dal Brasile 11"06 appena ventoso di Ana Claudia Silva e 14,19 della triplista Keila Costa. Da Cuba un risultato passato un po' sottotono, ma che merita la giusta considerazione, ottenuto dal quattrocentista Raidel Acea, che in un piccolo meeting a L'Avana ha corso i 600 metri in 1'13"9 manuale, a poco più di un secondo dalla miglior prestazione all-time del grande Johnny Gray.
Montsho 50"14
Subito al top Amantle Montsho, iridata in carica nei 400 metri, che all'esordio nel meeting di Abidjan ha fermato il cronometro a 50"14, primato mondiale stagionale. In evidenza anche il velocista ivoriano Koffi (doppietta in 10"30 e 20"57). Dal Sud Africa (Campionati Universitari) arriva il 27'41"30 di Elroy Gelant nei 10000 e un altrettanto buon 13'16"22 nei 5000, oltre ai salti di Visser (8,16 e 8,06) e a un ventosissimo 10"06 del 19enne Henricho Bruintjies.
Europa, pedane e strada
Dal Nizamutdinov Memorial di Adler (Russia) martellate di Aleksey Zagornyi (78,30) e della Khanafeyeva (72,16). Nel peso maschile progresso di Alex Lesnoy con 20,34. Nel Shukevich Memorial di Brest (Bielorussia) gran 75,45 dell'ex-olimpionica del martello Miankova. In Montenegro, 20,59 del pesista croato Premeru. Ai societari francesi di Créteil riecco il primatista mondiale indoor di salto triplo Teddy Tamgho, atterrato a 16,43 con vento di 2,2. Nella maratona di Düsseldorf vincono atleti etiopi: record maschile della corsa per Dereje Debele Tulu (2h07'48"), sul kenyano Pius Dominic Ondoro (2h08'17"), e sul maratoneta più noto tra i partenti, Duncan Koech (2h09'10"). Nella gara femminile vince Melkam Gizaw in 2h26'24" sulla kenyana Rebecca Kangogo Chesire (all'esordio in 2h27'52") e sulla polacca Agnieszka Ciolek-Mierzejewska (2h33'36"). A Madrid primato della corsa per Francis Kiprop, primo all'arrivo in 2h10'37" su Nixon Kurgat (2h10'53").
Mosca, Makau ancora fuori
Nella lista di 10 preselezionati dalla federazione kenyana per i Mondiali di Mosca, non c'è posto per Patrick Makau, il primatista mondiale di maratona, che paga la nuova esclusione (dopo quella dalle Olimpiadi) grazie all'undicesimo posto di Londra di otto giorni fa. L'elenco dei dieci (da scremare a sei unità) comprende la novità della diatanza Eliud Kipchoge, il due volte iridato e argento olimpico Abel Kirui, Wilson Kipsang Kiprotich, Emmanuel Mutai, Michael e Bernard Kipyego, Henry Sugut, Dennis Kimetto, Bernard Kiprop Koech e Peter Kimeli Some. Tra le donne, preselezionate Lucy Kabuu-Wangui, Edna e Florence Kiplagat, Priscah e Rita Jeptoo, Lydia Cheromei, Sharon Cherop, Filomena Cheyech, Jemima Jelagat e la meno nota (ma non meno forte) Margaret Agai. Scelte definitive, invece, per il Giappone: selezionati tra gli uomini Hiroyuki Horibata, Yuki Kawauchi, Kentaro Nakamoto, Kazuhiro Maeda, e Masakazu Fujiwara, mentre tra le donne sono state prescelte Ryoko Kizaki, Kayoko Fukushi, e l'ex-olimpionica Mizuki Noguchi.
Previews, Bolt salta Kingston
La prima uscita stagionale di Usain Bolt sui 200 metri al Jamaica International Invitational di Kingston, sabato 4 maggio, prevista da tempo, è stata posticipata per un lieve infortunio, in accordo con lo staff tecnico che segue il pluriolimpionico. Al via, perciò, solo gli altri top-names Warren Weir e Nickel Ashmeade. Nei 200 donne, ai blocchi la Fraser-Pryce, mentre nei 100 sono annunciate Veronica Campbell-Brown, Allyson Felix, Kelly-Ann Baptiste e Murielle Ahoure. Nei 100 uomini, orfani di Blake e all 99% anche di Powell, gli americani Patton e Bailey contro il duo giamaicano formato da Nesta Carter e dall'astro nascente Bailey-Cole. Sui 400 maschili, Luguelin Santos. Giappone: oltre all'esordio di Anna Chicherova, anche alcune stars USA saranno impegnate domenica nel Seiko Golden Grand Prix di Tokyo: si tratta di Janay DeLoach-Soukup nel lungo e delle ostacoliste Kellie Wells e Lolo Jones.

Londra, Kebede atto secondo
Il maratoneta più accorto e tatticamente intelligente si è assicurato per la seconda volta nella carriera la maratona più prestigiosa del pianeta, la Virgin London marathon, che ha assemblato buona parte dei migliori specialisti in circolazione. L'etiope Tsegaye Kebede, inesauribile metronomo di piccola statura, ha gestito al meglio le questioni organico-aerobiche, croce e delizia dei maratoneti, per risalire la china nel tratto decisivo della gara londinese e vincere in 2h06'04". Basti pensare che a 7 chilometri dal traguardo, dopo un avvio vertiginoso e la saggia decisione di non andare fuori giri, Kebede patìva circa 50 secondi dai leader della corsa.
Per Kebede si tratta dell'ennesimo successo in una maratona di primo piano. Oltre ai due trionfi londinesi (il primo nel 2010) conta anche due a Fukuoka, uno a Chicago e uno a Parigi, oltre al bronzo olimpico di Pechino e all'altro bronzo iridato di Barlino. In aggiunta, un secondo posto a Chicago, un secondo, un terzo e un quinto a Londra. Statisticamente, da ieri è anche l'atleta con il maggior numero di prestazioni sotto le due ore e otto minuti e le due ore e nove minuti, ed è a un passo dall'eguagliare il maggior numero di prestazioni sotto le due ore e sei e le due ore e sette. Giù il cappello.
Come in altre occasioni, la corsa è stata impostata su ritmi impossibili, specialmente nei primi cinque chilometri (14'22") che in prematura proiezione indicavano un crono finale largamente inferiore al record del mondo. Nonostante un rallentamento dopo il decimo chilometro, il passaggio a metà gara è stato di 1h01'34", ancora abbondantemente sotto il limite mondiale, in proiezione, mentre i dieci chilometri successivi sono stati coperti in 29 minuti. Il drappello al comando si è dissolto lasciando al comando della corsa due kenyani e due etiopi, Emmanuel Mutai (vincitore nel 2011) e Stanley Biwott, Feyisa Lilesa e Ayele Abshero, lasciando in breve Kebede a 18 secondi, gap aumentato fino al 35° chilometro, prima che l'etiope, via via, raccogliesse i frutti di una sagacia tattica accorta a danno di coloro che, lì davanti, non avevano più birra in corpo.
Emmanuel Mutai ha chiuso secondo in 2h06'33", e il giovane Abshero terzo in 2h06'57". Ceduto di schianto Biwott, ottavo in 2h08'39", il quarto posto è andato a Lelisa (2h07'46"), il quinto al vincitore dell'anno scorso Wilson Kipsang Kiprotich (2h07'47"), e il sesto al campione olimpico ugandese Stephen Kiprotich (2h08'05"). Settimo l'eritreo Asmerom in 2h08'22", primo europeo (decimo) lo spagnolo ex-marocchino Lamdassem in 2h09'28". Giornata-no per il primatista del mondo Patrick Makau, undicesimo in 2h14'10". Mo Farah, come da previsioni, ha corso fino a quasi metà gara col gruppo dei migliori, e tenterà l'approccio alla distanza piena il prossimo anno.
Jeptoo 2h20'15"
Terza l'anno scorso, la kenyana Priscah Jeptoo (argento olimpico e mondiale) ha vinto una gara a lungo condotta assieme all'iridata in carica Edna Kiplagat e all'ex-iridata di mezza maratona Florence Kiplagat, dopo il cedimento delle migliori etiopi iscritte, come la Melkamu, al comando fino a metà gara, e la sfortunata campionessa olimpica Tiki Gelana, uscita contusa e dolorante da una collisione avvenuta in prossimità di un rifornimento con Josh Cassidy, numero uno della categoria "wheelchair". Il crono della Jeptoo (2h20'15") rappresenta la miglior prestazione mondiale dell'anno e la diciannovesima all-time, ed è maturato nonostante la decisione delle atlete di élite di non assecondare il ritmo troppo elevato imposto dalle pacemakers kenyane Valentine Kipketer e Helah Kiprop. Lo scossone alla corsa, dal 25° al 30° chilometro, con una frazione da 16'04" opera di Jeptoo e Edna Kiplagat, poi il definitivo gap imposto dalle Jeptoo, con un vantaggio salito a oltre quindici secondi nei successivi cinque chilometri.
Edna Kiplagat, seconda un anno fa, ha conservato agevolmente la seconda posizione all'arrivo (2h21'32"), terza e quarta la giapponese Akaba (2h24'43") e l'etiope Atsede Baysa (2h25'14"), due atlete tra le prime posizioni fino a metà gara, poi risucchiate e risorte nel finale. Solo quinta la Melkamu (2h25'46"), sesta Florence Kiplagat (2h27'05"). Prima europea la russa Biktimirova, ottava in 2h30'02", sedicesima Tiki Gelana in 2h36'55". La classifica delle World Marathon Majors 2012/2013, alla luce dei risultati di Londra, vede ora al comando Kebede con 60 punti nella tabella maschile (secondo Kipsang con 36) e la Jeptoo con 50 punti (seconda con 40 l'altra Jeptoo, Rita, prima a Boston).
Kipchoge, debutto di lusso
Il campione del mondo 203 dei 5000 metri Eliud Kipchoge ha vinto la maratona di Amburgo, dove esordiva sulla distanza, in 2h05'30", record della corsa e miglior tempo della tornata di maratone che si sono disputate nel weekend appena trascorso, battendo con ampio margine l'etiope 21enne Limenih Getachew (2h07'35", vincitore a Colonia la scorsa stagione) e il kenyano Lawrence Kimaiyo (2h10'27").
Nella gara femminile, successo della lituana Diana Lobacevske in 2h29'17" davanti all'elvetica Maja Neuenschwander (2h30'50") e alla kenyana Priscilla Lorchima (2h31'23"), atleta di 28 anni sbucata dall'anonimato con un progresso cronometrico di oltre 14 minuti. In gara si è registrato il crollo del favorito Wilson Kiprop (quindicesimo in 2h19'20").
Le altre maratone
A Varsavia (edizione inaugurale) più di un grosso nome è stato sconfitto dall'etiope Sisay Lemma, primo in 2h09'02 e vincitore a Carpi nel 2012. Tra gli illustri battuti, l'elenco comprende Elias Kemboi (2h09'49"), il 40enne marocchino due volte iridato Jaouad Gharib (2h10'11"), Nicholas Kamakya (quarto in 2h10'33"), David Toniok Cherono (quinto in 2h10'56"), e via via Evans Ruto, l'ucraino Baranovskyy e l'altro kenyano Felix Keny. La corsa maschile era valida per l'assegnazione del titolo nazionale, andato a Arkadiusz Gardzielewski, ottavo in 2h13'43". Attardatissimo il favorito Szost, che ha chiuso oltre la trentesima posizione. Tra le donne, prima la kenyana Milka Jerotich in 2h28'23" sulla bielorussa Damantsevich in 2h33'00" e la polacca ex-ucraina Kalendarova-Ochal (2h34'25"). In una maratona di Nagano (Giappone) condizionata dal micidiale trio pioggia neve e vento, successo del favorito Yuki Kawauchi in 2h14'27" sul russo Aleksey Sokolov (2h15'31") e della russa Puchkova in 2h30'40".
Ancora Europa: a Enschede vince il kenyano Isaac Kosgei in 2h09'17" sui connazionali Josephat Kiprono (2h09'34") e Patrick Cheruiyot (2h09'48"). A Linz altro uno-due kenyano con Robert Kwambai (2h09'21") che ha preceduto Evans Cheruiyot (2h09'57") e l'esordiente etiope Fikre Assefa (2h10'23"). Irina Mikitenko ha corso metà gara in 1h14', successo femminile alla 37enne moldava Cerches in 2h33'53". A Belgrado vince l'altra veterana Olivera Jevtic in 2h36'12", mentre tra gli uomini il successo è andato al 40enne Edwin Kiplagat Kitum in 2h19'36". Annecy: John Mutai vince in 2h15'15". E' una settimana favorevole ai Masters: ad Anversa si impone il 38enne marocchino Abdelhadi El Hachimi in 2h12'53" su Kenneth Korir (2h13'50"). A La Coruña, bella città della Galizia che si affaccia sull'Atlantico, successo e titolo spagnolo per il debuttante Javier Guerra in 2h12'20" (titolo donne a Maria Jesús Gestido in 2h40'22").
Mezze maratone in Cina e Francia
Nella mezza internazionale di Yangzhou successi etiopi con Yakob Jarso, già finalista olimpico sui 3000 siepi, col tempo-record di 1h00'39" (tre secondi meglio del kenyano Nicholas Kipkemboi e sette sull'eritreo Nguse Tesfaldet, solo quarto il presunto favorito Silas Kipruto in 1h00'52"), e con Worknesh Degefa (1h08'43", altro primato locale) che ha preceduto Tadelech Bekele (1h08'45") e Yebrqual Melese (1h09'02") a completare la tripletta etiope. Nella Humarathon di Ivry-sur-Seine 1h01'07" dell'etiope Dawit Weldeselasie sul kenyano Geoffrey Kenisi (1h01'21"), e tra le donne 1h10'08" di Gladys Kipsoi. A Nizza, un ottimo maratoneta come Dino Sefir si è imposto in 1h00'30" sull'esordiente kenyano Yusuf Biwott, staccato di tre secondi. Tra le donne era al via l'ex-primatista del mondo dei 5000 metri Elvan Abeylegesse, che ha rispettato il pronostico vincendo in 1h10'32".
USA, le Mt.SAC Relays
Diversi primati mondiali stagionali hanno caratterizzato la kermesse di Walnut: sabato, oltre al super-decatleta Ashton Eaton che ha corso i 200 in 20"76, in evidenza il mezzofondo con i successi di Will Leer (13'21"55 sui 5000) e di Brenda Martinez nei 1500 (4'04"86). Il meglio, come da tradizione, nella conclusiva giornata di domenica, con altri mondiali stagionali: 10"04 di Mike Rodgers nei 100 sul finalista olimpico Ryan Bailey (10"18), un sontuoso 41"79 delle frecce nere a formazione mista nella 4x100 donne (White, Jeter, Lauryn Williams e la nigeriana Okagbare), il 2,34 dell'argento olimpico di salto in alto Kynard (2,31 condiviso da Jess Williams e dal canadese Mason), e le due volate femminili più veloci della stagione, 11 netti di English Gardner e il 22"31 della stessa Okagbare nei 200 metri.
Tra le altre cose da segnalare, l'esordio di Allyson Felix (seconda nella 4x100 con la Tarmoh e le ostacoliste Harper e Crawford), il crampo che ha relegato all'ultimo posto dei 100 la Jeter (11"68), il 45"18 del saudita Al-Masrahi nei 400, e il 17,36 del triplista haitiano Laine.
Leggendo tra i numeri, la lunghista Tori Bowie si è portata a 11"14 nei 100, Mandy White ha vinto un'altra serie dei 100 in 11"07, mentre il vento generoso ha condizionato la legalità dei risultati negli ostacoli alti: vittorie scintillanti di Yvette Lewis in 12"43 sulla sempre più arrembante Vashti Thomas (12"56), e 13"23 di Ryan Wilson sul talento francese Pascal Martinot-Lagarde (13"28, terzo Eaton in 13"37). Nella serie migliore dei 200 donne vinta dalla Okagbare, ottavo posto per Martina Giovanetti in 24"80 (vento 1,3).
Kansas Relays, lanciano i giganti
Le pessime condizioni atmosferiche hanno costretto gli organizzatori a spostare peso e lungo in un impianto indoor, dove sono maturati risultati quali il 21,65 del campione mondiale al coperto Ryan Whiting, il 21,60 di Reese Hoffa e il 21,12 del canadese Justin Rodhe. Falsa partenza di Cantwell (un solo lancio valido di 18.24). Nel lungo femminile, 6,82 di Janay DeLoach. Tra le gare disputate nel tradizionale impianto outdoor, fa notizia la sconfitta di Manzano e Symmonds nel miglio, battuti da Cory Leslie in 3'58"18, e si segnala il debutto dell'argento olimpico dei 400 ostacoli Mike Tinsley in 48"77 (solo quinto Bershawn Jackson, che non si è ancora ripreso dai Trials olimpici dell'anno scorso). Tornando all'attività indoor, giunge solo ora notizia di 4,84 della neoprimatista mondiale al coperto di salto con l'asta Jenn Suhr, ottenuto in febbraio.
Hicks 8,31 in Louisiana, Gay sui 400 in Florida
Il lunghista Jeremy Hicks ha vinto la gara di lungo dell'Alumni Gold di Baton Rouge con 8,31, salto inficiato dal vento eccessivo, cui fa da contrappasso un 8,03 regolare. Il quattrocentista di Trinidad Deon Lendore ha vinto i 400 in 45 netti. Aries Merritt, dopo l'esordio di una settimana fa, ha vinto i 110 ostacoli in 13"37. Nello sprint, 11"18 di Kim Duncan e 22"47 ventoso di Kamaria Brown. Nel Tom Jones Memorial di Gainesville Justin Gatlin ha vinto i 100 metri in 10"06 (due decimi sul trinidegno Sorrillo), il campione del mondo degli ostacoli alti di Berlino 2009 Brathwaite si è imposto in 13"36 ventoso, Kellie Wells ha vinto i 100 ostacoli in 12"79 sulla britannica Porter (12"87) con vento appena oltre il limite. Tyson Gay ha corso i 400 perdendo in 45"95 da Tony McQuay (45"88). Perde anche Wariner a Waco in 45"72, battuto da David Verburg (45"56).
Altro dagli USA
L'ultimo weekend manda in archivio il 10"08 dello sprinter Locke, l'8,05 della novità sudafricana del lungo Stefan Brits, e soprattutto il 45"25 di James Harris (rara alternanza tra i 400 e il salto in alto, dove ha un personale di 2,27), tutti risultati registrati a Raleigh. Nel war Eagle Invitational di Auburn exploit collettivo per Bahamas, con 22"61 della solita Shaunae Miller, 11"26 di Sheniqua Ferguson che lascia a un centesimo nientemeno che Kerron Stewart, e 2,28 del 19enne altista Ryan Ingraham. Ancora, seconda doppietta consecutiva di Isiah Young (10"09 e 20"39), e 20,53 dell'emergente Paul Davis nel peso, 21enne di colore.
Resto del mondo: 1500 veloce in Marocco, Prasil 21,47
Eccellente gara di 1500 uomini in un meeting a Marrakech, dove il 28enne Zakaria Maazouzi si è portato in modo del tutto inatteso a 3'31"94, precedendo Sadik Mikhou (3'33"31), altro miler in chiaro progresso In Sud Africa, clamoroso 21,47 del pesista ceco Ladislav Prasil, bronzo europeo indoor, ottenuto in un piccolo meeting. Ancora lanci in evidenza con il 20,63 dell'argentino German Lauro a Mar del Plata e il 71,88 della martellista venezuelana Rodriguez in Slovenia. In Africa, la junior belga di origini africane Naffisatou Thiam ha vinto un eptathlon col nuovo record assoluto belga di 6.021 punti (con 1,90 nel salto in alto). La Thiam, nella stagione indoor, aveva stabilito il record mondiale junior indoor di pentathlon con 4.558 punti, non omologato a causa di errori nelle procedure di trasmissione del controllo antidoping. A Reunion esordio per il campione europeo dei 60 metri Jimmy Vicaut, che ha vinto i 100 in 10"14 ventoso.
Per concludere, mezzofondo dal Giappone, con protagonisti i soliti kenyani: nelle Hyogo Relays 27'40"44 di Patrick Mutunga su Paul Tanui (27'51"13) e Martin Mathathi (27'58"44). Tra le donne, 32'00"02 di Sally Kaptich. Tegola sul Kenya: Sally Kipyego, star dei 5000 e 10000, probabilmente salterà tutta la stagione per infortunio. Marcia: campionati nazionali giapponesi dei 50 km a Wajima: ottimo 3h44'25" di Takayuki Tanii davanti a Koichiro Morioka (3h50'51"). Nel meeting polacco di marcia di Zaniemysl, primati personali nei 20 km per Grzegorz Sudol (1h20'46") e Lukasz Nowak (1h20'48"). Tra le donne, successo di Paulina Buziak in 1h30'50". Per la diffusione di news e risultati, si ringraziano gli amici Ken Nakamura, Ozren Karamata, Alfons Juck, Mirko Jalava e Zbigniew Jonik.


Rotterdam: Regassa 2h05'38"
E' mancato il risultato stratosferico che era nelle attese e nelle intenzioni dei top-runners (Feleke su tutti), un po' per il solito vento che ha disturbato gli atleti nella seconda parte della corsa, un po' per i ritmi scriteriati che hanno caratterizzato il primo terzo di gara. La vittoria è andata a Tilahun Regassa, etiope di 23 anni alla seconda esperienza sui 42 km (terzo a Chicago in ottobre dopo un esordio da pacemaker nel 2011), in 2h05'38", a soli undici secondi dal personale ottenuto al debutto. Secondo, come l'anno scorso, l'altro etiope Getu Feleke (2h06'45"), che partiva con ambizioni di primato, terzo quel Sammy Kitwara (2h07'22"), che dopo i due ritiri nell'ultimo biennio (proprio a Rotterdam), aveva colto il quarto posto a Chicago in 2h05'54" lo scorso autunno. E' mancata anche l'attrazione del giovanissimo Berhanu Shiferaw, detentore della miglior prestazione junior, che ha dichiarato forfait per problemi a un ginocchio. A fronte delle grandi prestazioni annunciate nella gara maschile, la corsa olandese si è risolta col crono meno brillante degli ultimi cinque anni.
Nella gara femminile, nonostante la rimonta dell'etiope Abebe Afework nella seconda parte della corsa, la kenyana Jemina Jelagat si è aggiudicata la vittoria in 2h23'27".
La Jelagat aveva brillato un anno fa a Boston, classificandosi seconda, ma non vinceva una 42 km addirittura dall'esordio sulla distanza, datato 2006. Per la Afework, invece, il primato personale di 2h23'59", alla seconda maratona della carriera. Terza, dopo una prima parte di gara condotta in testa, l'olandese di origini kenyane Hilda Kibet, che ha concluso in 2h26'42". Seconda europea, la spagnola Alessandra Aguilar, quarta in 2h27'03", a un soffio dal record nazionale.
Daegu, la Agai sorprende
Bella affermazione della kenyana 25enne Margaret Agai, alla terza maratona della carriera, con un bilancio di due vittorie e un terzo posto. La kenyana si è imposta col primato personale di 2h23'28", nuovo record della maratona coreana. A quindici secondi (2h23'43", personal best migliorato di due minuti) l'etiope Mulu Seboka, terza Agnes Barsosio in 2h24'03", altro primato personale, kenyana che ha più di un motivo per festeggiare. Oltre all'accesso sul podio, la Barsosio gioisce per la vittoria del marito, il kenyano naturalizzato francese Abraham Kiprotich, che ha sbaragliato la concorrenza in 2h08'33" (un anno fa a Düsseldorf 2h08'33"), precedendo Boniface Mvubi (Kenya, 2h09'43") e Debebe Tolossa (Etiopia, 2h10'23"). Assente annunciato per condizioni fisiche non buone, il favorito tra gli iscritti Yemane Adhane, che l'anno scorso vinse a Rotterdam.
Le altre maratone
A Lodz (Polonia) ottima prestazione di Karolina Jarzynska, che si è imposta in 2h26'44" gestendo magistralmente la gara in due metà quasi speculari (1h13'09" e 1h13'36"). Tra gli uomini vittoria dell'etiope Belachew Ameta in 2h10'01", due secondi meglio del kenyano Stephen Kipkoech Kibiwott. Doppio primato a Brighton, grazie ai successi dei kenyani Dominic Kangor (2h10'46") e Eunice Kales (2h28'50" all'esordio). L'ex-iridata dei 3000 siepi Inzikuru ha esordito chiudendo quarta in 2h42'38". Nella Pyongyang decisamente tesa di queste settimane (Corea del Nord), successo femminile della maratoneta di casa Kim Mi Kyong in 2h26'32" sulla connazionale Kim Hye Song (2h28'32") e sull'etiope Mengistu (2h29'22", per tutte primato personale). Nella corsa maschile vince l'etiope Ketema Negussie in 2h13'04" sull'ucraino vincitore uscente Matviychuk (2h13'15"). Infine a Bonn, modesto 2h14'31" del kenyano Jonathan Cheruiyot.
Previews: Londra
Detto del forfait del campione del mondo in carica Abel Kirui (frattura da stress), e di Lucy Kabuu-Wangui, la maratona di Londra di domenica prossima, ancora una volta, raccoglierà il cast più grande mai messo assieme per una 42 km. I nomi sono noti da tempo, e comprendono primatisti, medaglie mondiali, medaglie olimpiche, vincitori e vincitrici nelle classiche più prestigiose della specialità: Wilson Kipsang, Patrick Makau, Stephen Kiprotich, Emmanuel e Geoffrey Mutai, Tsegaye Kebede, Deressa Chimsa, Ayele Abshero e Feyisa Lilesa. Tra le donne, l'olimpionica Tiki Gelana, Edna Kiplagat, Priscah Jeptoo, Florence Kiplagat, Meselech Melkamu, Atsede Baysa, Jessica Augusto e le giapponesi Yoko Shibui e Yukiko Akaba.
Amburgo, esordio di Kipchoge
Non solo Londra: ad Amburgo scocca l'ora di Eliud Kipchoge, ex-iridato dei 5000 da junior, che emigra nella maratona con ambizioni di tempo inferiore alle due ore e sei minuti, affrontando il connazionale Wilson Kiprop, ex-iridato di mezza maratona, al secondo assaggio sulla distanza classica. In Giappone si corre a Nagano, la maratona che segnerà il passo d'addio del primatista nazionale Atsushi Fujita, dove tra i favoriti c'è nuovamente l'idolo di casa Yuki Kawauchi.

Outdoor, brillano James e Merritt
Nella prima edizione del Chris Brown Invitational di Nassau, organizzato dal popolare quattrocentista bahamense (stavolta non in pista), hanno brillato i due atleti che si sono aggiudicati il titolo olimpico dei 400 metri nelle ultime due edizioni dei Giochi. Il più giovane, Kirani James, ha esordito in un ottimo 44"72 sulla distanza preferita, mentre il suo predecessore nell'albo d'oro di Olimpia, LaShawn Merritt, ha vinto i 200 metri in 20"34. Per James, come detto in precedenza, si profilano ora le Penn Relays di Philadelphia (correrà la 4x400), poi la Diamond League a Shanghai. Merritt ha invece battuto un Gatlin ancora a polveri umide (20"44), così da far emergere il veterano Patton come lo sprinter USA più in forma del momento (10"09 contro due metri di vento). Sempre da Nassau, 12"88 di Kellie Wells e 13"31 di Andrew Riley sugli ostacoli alti (battuto Oliver, 13"37), e sconfitta nei 200 per la due volte olimpionica Veronica Campbell-Brown (23"18), a corto di fiato in rettilineo.
Blake ritirato, vince Collins
Nell'UTech Classic di Kingston, esordio con stop per Yohan Blake, fermato da crampi a 30 metri dall'arrivo dei 100 già compromessi da un avvio non brillante, vinti dal veterano Kim Collins in 10"25. Molto bene l'esordio del bronzo olimpico dei 200 Warren Weir, che ha vinto senza problemi i 200 in 20"33 controvento. Il miglior risultato del meeting è venuto ancora una volta dalla quattrocentista locale Stephanie McPherson che ha abbassato ancora il personale e la miglior prestazione mondiale stagionale fino a 50"74.
USA, l'altro Merritt
Tanti meetings, non molti i risultati da segnalare: nel McDonnell Invitational di Fayetteville, vittoria del primatista mondiale dei 110 ostacoli e campione olimpico Aries Merritt in 13"23, con vento appena superiore al limite legale. Tra le altre cose del meeting, i ventosi 10"08 di Ameer Webb nei 100 e 22"76 della Daniels nei 200. Nell'altura di El Paso buone gare di salti in estensione con vittorie del senegalese Ndiss Kaba Badji (8,11 ventoso) e della Jimoh (6,64 legale) nel lungo, e del francese Rapinier nel triplo (17,17). Dai lanci, 18,39 di Tia Brooks a Fayetteville, 18,10 di Felisha Johnson in Tennessee e 72,93 della martellista Campbell in Mississippi, dove ha esordito nel lungo Brittney Reese, che con vento nullo è planata a 6,81, e dove il giovane sprinter Isiah Young ha messo a segno un doppio successo su 100 e 200 in 10"14 e 20"50.
I cento più veloci
Siamo alle prime battute della stagione in pista, e basta un niente per issarsi in vetta alle graduatorie. Tra le cose statunitensi del weekend, ecco perciò i nuovi mondiali stagionali dei 100, siglati in 10"06 da Diondre Batson in Georgia (vento al limite), e in 11"13 dalla ex-campionessa del mondo Lauryn Williams in Florida. Da notare anche il 22"41 (ventoso) di Shaunae Miller, giovane freccia delle Bahamas. Dalle prove multiple, grande progresso per l'estone Maicel Uibo, 20 anni, che a fronte di un progresso di quasi 700 punti (con ben sei primati personali su dieci gare) è approdato a un notevole 8.223 in Georgia, dove studia da alcuni mesi.
Campionati del Sud Africa e d'Australia
A Stellenbosch (non in altura) ottime gare di salto in lungo, condite da risultati quali il 6,81 della ventenne Lynique Prinsloo e l'8,29 ddi Zarck Visser, che ha battuto Godfrey Mokoena (8,11). Tra gli altri risultati, giavellotto donne alla primatista nazionale Sunette Viljoen con 61,87, martello al prossimo 40enne Harmse con 72,40, 800 metri a Olivier in 1'46"50.
Campionati australiani: senza alcuni "numeri uno" (per esempio Sally Pearson) gli acuti di Sydney sono stati firmati dal barbuto discobolo Julian Wruck (ennesimo mondiale stagionale, 66,32), dall'altista 19enne Brandon Starc (2,28), e dalla giavellottista Kim Mickle (62,26), tutti al successo e col minimo per i Mondiali di Mosca. Doppietta-sprint di Joshua Ross in 10"34 e 20"57 (secondo il giovane Hough in 20"66). Nel lungo, otto metri di Lapierre.
Boston
Nella classica di Boston (centodiciassettesima edizione, una storia recente superlativa per l'incredibile esito di due stagioni fa), vincono gli atleti africani al termine di due confronti tiratissimi tra kenyani ed etiopi. Nella gara maschile vince in 2h10'22" Lelisa Desisa Benti, 23 anni, quarto debuttante più veloce della storia dei 42 chilometri (grazie al 2h04'45" di Dubai nel gennaio scorso), al termine di uno stupendo finale giocato sui nervi tra lo stesso Desisa, lo splendido esordiente Micah Kogo (2h10'27"), e l'altro etiope Gebre-egziabher Gebremariam (2h10'28"). La gara è stata condotta via via da più atleti, col grosso dei nomi di primo piano raccolti in un paio di secondi fino al trentacinquesimo chilometro, poi un parziale di 5 km col turbo dei tre top-finishers (15'05") ha decimato gli avversari lasciando il terzetto a contendersi la vittoria.
Nella gara femminile, a lungo condotta dalla portoghese Ana Dulce Felix, poi crollata tra il 35° e il 40° chilometro e finita nona, il successo è arriso a Rita Jeptoo Sitienei (già vincitrice a Boston nel 2006, ma anche a Milano nel 2004) in 2h26'25", sull'etiope Meseret Hailu Debele, iridata di mezza maratona in carica (2h26'58") e sulla vincitrice uscente Sharon Jemutai Cherop (2h27'01"). Anche qui, i giochi sono stati fatti a pochi chilometri dall'arrivo: la Jeptoo aveva quasi un minuto di ritardo sulla Felix al trentacinquesimo chilometro, poi il forte rallentamento dell'europea ha permesso alla Jeptoo e alla Hailu di portarsi in testa, divise da un solo secondo al 40° chilometro. La Jeptoo, nelle ultime battute, ha preso il largo. Ottimo il comportamento degli statunitensi: quarto posto per Jason Hartmann e Shalane Flanagan, sesta la Goucher.


Strada, Koech all'esordio
L'eritreo 17enne Ghirmay Ghebreslassie, settimo al mondiale di cross nella categoria junior, ha vinto in un clamoroso 1h00'07" la gelida mezza maratona di Pasqua di Paderborn, in Germania, stracciando gli altri africani classificatisi nelle piazze d'onore. Un altro fenomeno di verde età, il 19enne Isiah Koech, ha esordito in una gara su strada vincendo la 10 km di New Orleans in 27'32", transitando all'ottavo chilometro nel tempo-record di 21'54" (il limite non ufficiale è di 22"02).
Previews: Praga
Sabato 6 aprile è in programma la Hervis Prague International Half-Marathon, con al via il primatista mondiale della distanza e cinque volte campione del mondo Zersenay Tadese, al debutto nella classica della Repubblica Ceca. I rivali di Tadese per il successo sono di alto profilo, dal connazionale eritreo Teklemariam Medhin (bronzo mondiale nel cross) ai kenyani Maiyo, Philemon Kimeli Limo (vincitore 2 anni fa), Kirop e Chebii, ai soliti etiopi (lo scorso anno Atsedu Tsegay fece il record etiope in 58'47"). Al via anche Stefano La Rosa, alla seconda mezza maratona in poco più di un mese dopo la Roma-Ostia di marzo.
Tra le donne, l'etiope Waganesh Mekasha e la kenyana Gladys Cherono. Altro motivo di interesse: il ritorno di Isabella Ochichi, kenyana argento a Atene sui 5000, al rientro dopo sei anni di inattività.
Ecco le grandi di primavera
Domenica 7 aprile la maratona di Parigi e la 5 km di Carlsbad. A Parigi start dai Campi Elisi e attacchi ai record della corsa (2h05'12" e 2h21'40"). Al via molti maratoneti con primati personali di grande rilevanza quali Tadesse Tola, Dadi Yami, Eric Ndiema, Sylvester Teimet, e ancora tre etiopi da 2h06' e spiccioli. Tra le donne Eunice Kirwa, Agnes Kiprop e le solite fortissime etiopi (Tadesse, Gobena, Mohammed).
A Berlino si corre la mezza maratona internazionale (domenica) con Imane Merga e altri runners con personal bests inferiori a un'ora, tra cui Kenneth Kipkemoi, Victor Kipchirchir e Silas Kipruto. A Carlsbad (5 chilometri) un cast di prim'ordine con Dejen Gebremeskel, Tariku Bekele, Hagos Gebrehiwot, Yenew Alamirew, Ibrahim Jeylan, Birmingham, Manzano, la Burka contro la Rowbury e Pasalia Kipkoech. Nel mirino entrambi i "world best" sulla distanza, stabiliti sullo stesso percorso da Meseret Defar (14'46") e da Sammy Kipketer (12'59"5). Nell'agenda delle migliori maratone di primavera, a seguire Parigi, ecco le kermesse sui 42 km di Rotterdam, Vienna, Boston, Londra.
Giamaicani in tour: Beach-Bolt OK, Powell infortunato
La prima uscita individuale semiufficiale di Usain Bolt si è consumata nei giorni scorsi a Rio, dove ha corso i 150 metri in rettilineo su una speciale pista approntata sulla spiaggia di Copacabana (un pista simile a quella che da qualche stagione si appronta nel centro città a Manchester). Per Bolt un ottimo 14"42 non lontano dal proprio "world best" (14"35 nel 2009) che ovviamente non ha alcunché di ufficiale né di omologabile, viste le condizioni. Bolt ha battuto di quasi mezzo secondo l'antiguano Daniel Bailey (14"88), che ha rimpiazzato all'ultimo minuto Wallace Spearmon, e il brasiliano De Barros (14"91).
Meno fortuna per Asafa Powell, impegnato nella corsa sui 120 metri ad handicap sull'erba, nel quadro del classico "Australia Post Stawell Gift" (edizione numero 132, le corsie tuttora separate da una fettuccia come all'inizio del secolo scorso). L'ex-primatista del mondo dei 100 metri ha risentito di un infortunio al tendine e si è classificato terzo nella sua batteria in 12"32, guadagnando l'accesso alle semifinali, ma rinunciandovi. In finale ha vinto l'australiano Robinson in 12"01.
Texas Relays, Patton nel vento
Sorprende ancora Darvis Patton, 35 anni compiuti in dicembre, riciclatosi sprinter puro per guai tendinei dopo un bel passato da duecentista, e fregiatosi di due titoli iridati da staffettista: nell'unica apparizione indoor della stagione aveva distrutto il personale sui 60, vecchio di 10 anni, portandolo a 6"50. Al debutto outdoor, alle Texas Relays di Austin (edizione numero 86), per il velocista di Dallas un clamoroso 9"75 sui 100, pur se viziatissimo dall'entità del vento fuori norma (4,3). Dietro di lui Spearmon (9"92), Rodgers (9"93) e il giovane Silmon (9"94). Patton ha vinto anche la serie migliore della 4x100 (con Spearmon in squadra) in 38"36.
Tra gli altri risultati della manifestazione, 2,30 del canadese Drouin nell'alto (battuto l'altro medagliato olimpico Kynard), 5,81 del ventenne Sam Kendricks nell'asta, 20,43 nel peso di Ryan Crouser (ex-prodigio da allievo, un oro e un argento a Bressanone 2009), 12"54 di Brianna Rollins sui 100 ostacoli (vento appena oltre il limite), e tante belle volate nei 100 donne ma tutte con vento irregolare (11"02 di Lauryn Williams, 11"06 di Kimberlyn Duncan), riassunte nel 42"56 di Texas A&M nella 4x100 donne. Nel lungo uomini, 8,17 ventoso di Dendy e 8,15 legale di Hartfield, qualche nome nuovo in attesa del ritorno di Dwight Phillips.
Tornando a Wallace Spearmon, rimpiazzerà l'infortunato Asafa Powell nel Qantas Melbourne World Challenge di sabato prossimo, prima tappa del circuito IAAF.
Stanford Invitational
Shalane Flanagan ha centrato il minimo per i Mondiali di Mosca vincendo i 10000 metri a Palo Alto in 31'04"85, una quarantina di secondi su Kara Goucher. In pedana, 1,94 per Brigetta Barrett, mentre il decatleta olimpionico e primatista mondiale Ashton Eaton ha corso i 100 in 10"33. Nel complesso buone le gare di mezzofondo, un classico del programma della manifestazione, con miglioramenti sui 50000 della non più giovanissima Alisha Williams (15'09"73) sulla kenyana Betsy Saina (15'12"05). Nel resto del fine settimana USA, ricordiamo l'esordio stagionale outdoor dell'olimpionico del triplo Christian Taylor, che ha corso i 200 metri in 20"70 (il bis a Gainesville tra poche ore), e il 49"15 dell'ostacolista giamaicano Roxroy Cato a Raleigh.
Carifta Games a Nassau
Spettacolare showdown di talenti dei Caribe, categorie junior, allievi e inferiori. Tra i migliori risultati, il 45"93 di Machel Cedenio di Trinidad sui 400 metri e la doppietta di Shaunae Miller, fenomeno di Bahamas e già oro mondiale junior (prima) e under 18 (poi), cronometrata in 22"77 e 51"63. Nel resto del contintente americano, gli ultimi giorni hanno prodotto un buon meeting a San Paolo del Brasile con 1'44"84 di Kleberson Davide sugli 800, e il 20,63 del pesista argentino Lauro a Santa Fe. Europa: dopo quasi due anni è tornato in pedana Teddy Tamgho, primatista mondiale indoor di salto triplo, che ha ottenuto 16,76.

 





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