Notizie dal Mondo della Grande Atletica: articoli e comunicati ripresi dalla Gazzetta dello Sport, dai siti Fidal.it e Iaaf.org
Internazionale: countdown mondiale
Report internazionale, stavolta, diviso in due sezioni: una dedicata agli ultimi risultati indoor e dell'attività all'aperto, l'altra incentrata sulla tredicesima edizione dei Campionati mondiali indoor, in scena da venerdì a domenica nello scintillante impianto dell'Aspire Dome di Doha, con notizie, protagonisti e curiosità di una manifestazione che si annuncia avvincente almeno quanto le precedenti. Per la seconda volta (la prima fu undici anni fa a Maebashi) la massima rassegna al coperto esce dai confini europei o nord-americani, ed approda in Qatar. Per l'atletica in pista ed in pedana, in un anno senza mondiali all'aperto ed Olimpiadi, è l'unico confronto globale dell'anno.

Indoor: Djhone prim'attore a Liévin
Il quattrocentista francese nativo della Costa d'Avorio ha migliorato il limite europeo dei 300 metri in 32.47, ad una settimana dal primato nazionale ottenuto sui 400 metri. Peccato non farà il mondiale, così come il giovane astro della velocità Lemaitre. Nell'ultima lotteria del salto triplo prima di Doha, Olsson ha perso di un centimetro contro il cubano Copello.

Outdoor: Australia
Sbarcheranno a Doha sull'onda della stagione estiva australiana: sono Steve Hooker, olimpionico e iridato dell'asta, i lunghisti Watt e Lapierre. Nel meeting di Melbourne ha impressionato soprattutto David Rudisha, l'uomo che pur non avendo vinto nulla di più che un mondiale junior, è uno dei talenti più cristallini in circolazione. Con 1:43.15, a marzo, ha stupito ancorché fosse nell'aria un grande risultato dopo il 45.50 ottenuto sui 400 metri pochi giorni prima.

Lanci, titoli dell'inverno
In mezza Europa si sono disputati i campionati nazionali invernali di lanci, preludio della relativa Coppa Europa: detto che, nell'assieme, tra le rassegne che hanno offerto i risultati migliori c'è quella italiana di San Benedetto del Tronto, vediamo cos'è successo oltre confine: in Russia in evidenza le solite Lysenko (martellata da 72.48) e Abakumova (65.76 nel giavellotto). Martello uomini a Zagorniy con 76.63. In Croazia stupisce Sandra Perkovic, campionessa d'Europa junior del disco, che in sol colpo migliora di quattro metri il record nazionale per un incredibile 66.85. In Slovenia, 61.12 della giavellottista Ratej. Per Pestano solo 59.50 ai Spagna. In Francia, 68.66 della martellista Montebrun.

Cuba: altro 9.8
Dopo il 9.8 manuale sui cento metri del centista Lescay, identico risultato è stato ottenuto da un altro sprinter cubano, il 25enne Herrera, e per due volte in poche ore. Tra gli altri risultati dell'ultimo fine settimana a L'Avana, il disco della Barrios (65.08), ed il martello della Thondike (69.23).

Maratone
Vittoria dell'etiope Yemane Adhane Tsegay nella Lake Biwa Marathon in 2:09:34, secondo il giapponese Tomoyuki Sato in 2:10:07. A Barcellona in sei scendono sotto le due ore e dieci, con 2:07:30-2:07:36 del duo kenyano Matut-Keny, sorpresa parziale a questi livelli cronometrici, visto che il primo era già accreditato di 2:08:07. In Francia vittoria di Wilson Kiprop in 1:01:28 nella mezza maratona di Parigi

Doha: campioni del mondo a caccia della conferma
Non tutte le medaglie d'oro di Valencia 2008 saranno in pista nel prossimo week-end alla ricerca della conferma iridata: ben dieci dei 24 campioni del mondo individuali di due anni fa non difenderanno il titolo, chi per scelta (Idowu e la Lewis), chi perchè ai box (Lukyanenko), chi per altri motivi, come la Soboleva (squalificata) la Hellebaut (in procinto di tornare dopo la meternità) o Holm (ritiratosi). Riepilogando, cercheranno ancora il successo tra gli uomini Kaki (800), Mekonnen (1500), Tariku Bekele (3000), Liu Xiang (60 ostacoli), Mokoena (lungo), Cantwell (peso), Clay (eptathlon). Tra le donne Defar (3000), Jones (ostcaoli), Vlasic (alto), Isinbayeva (asta), Gomes (lungo), Savigne (triplo) e Vili (peso).
Cambieranno certamente padrone, per via dell'assenza dei campioni uscenti, i titoli maschili dei 60, dei 400, dell'alto, dell'asta e del triplo. In campo femminile, nuove regine sono assicurate sui 60, sui 400, sugli 800, sui 1500 e nel pentathlon. A Valencia USA e Russia finirono quasi appaiate nel medagliere: cinque ori e tre bronzi a testa, un argento in più per gli americani (5 contro 4), ma i russi ebbero la meglio nella classifica a punti. Terza nel medagliere fu l'Etiopia grazie a tre medaglie d'oro, ma nel punteggio complessivo fu superata dalla selezione britannica.

Strada, i protagonisti del week-end
Non solo cross nel week-end appena trascorso, ma anche tanta strada e tante gare tutte concentrate nella giornata di domenica. Freddo e vento forte sulla XV Placentia Marathon e X Strapiacenza Half Marathon di Piacenza che hanno visto la vittoria della trentina Federica Ballarini in 2h47:19, precedendo la croata Marija Vrajic (2h51:59), Stefania Satini (2h54:15) e l'esordiente Claudia Salvarani (2h55:15). Tutti stranieri gli altri successi con il bis nella maratona (2h20:31) del keniano Philemon Kipkering sull'etiope Eyoba Woldegiorgis Alemu (2h20:53) e il marocchino El Barouki (2h22:40). Quarto Pietro Colnaghi (2h25:19). Nella mezza maratona vittoria in volata del marocchino Abdelkabir Saji (1h06:12) sul connazionale Oukrid (1h06:13), mentre tra le donne successo per distacco per l'etiope Tiringo Getachew (1h17:50). La manifestazione ha laureato anche i nuovi campioni italiani master di maratona.

Gelo e neve non hanno fermato nemmeno i mille runners al via della XI Mezza Maratona di Torino, vinta dall'aviere Francesco Bona in 1h07:30, secondo Abdelladhi Laaouina (1h11:26) e terzo Mountasser Abdessamia (1h11:44). Prima classificata tra le donne Sara Brogiato con il tempo di 1h23:38, seconda Sara Ferroglia (1h24:02), terza Claudia Solaro (1h25:05). Il GP CUS - IX Memorial Domenico Carpanini (Km 7,650) ha visto l’en plein del CUS Torino: primo Andrea Scoleri (24:27), secondo Stefano Guidotti Icardi (24:49), terzo Simone Giorda (25:43). Tra le donne, prima Ana Capustin (28:14), seconda Federica Arnone (29:28), terza Nicol Cavallera (30:40). E se una nevicata lo scorso 31 gennaio aveva costretto al rinvio della gara, domenica a Modena si sono finalmente presentati in 5000 al via della XXXVI edizione della Corrida di San Geminiano. La gara ha avuto degli ottimi spunti agonistici con i keniani a farla da padroni e con un italiano, Marco Salami dell'Esercito, quarto in 40:39 dietro al trio formato dal vincitore Abraham Kipkemei (39:51) seguito da Hillary Kiprono (39:53) e Elijah Tarus (39:54). La gara femminile è stata da subito dominata della toscana Gloria Marconi (Corradini Excelsior Rubiera) che è andata a vincere la sua terza Corrida di San Geminiano in 46:25 dopo essere salita sul podio per un totale di otto volte. Alle sue spalle l'atleta Maria Vittoria Fontanesi (CUS Parma/47:17) e Daniela Paterlini (Corradini Exclesior/48:04). Molto partecipata e tutta al femminile la Barincorsa Rosa 2010, tappa di apertura dell`Avon Running Tour. Sul podio Silvana Iana (Free Runners Molfetta/38:18), Antonia Mele (N.A. Femminile Acquaviva/38:24) e Daniela Sagarese (Silvano Abbà Lecce/38:46).

Quasi 2400, invece, sulla linea di partenza della III Lago Maggiore Half Marathon vinta in volata del keniano Mourice Musyoki (1h02:35) sull'austriaco Gunther Weidlinger (1h02:40). Più staccato il terzo, il marocchino Abdelkebir Lamachi (1h04:43). Keniana anche la prima donna all'arrivo del percorso da Verbania a Stresa, Lydiah Mathati, undicesima assoluta in 1h12:18 che ha prevalso sulla svizzera Patricia Morceli (1h14:39) e sula svedese Anna Von Schenck (1h17:13). 21,097 km anche per la XXVI Valli e Pinete di Ravenna conquistata da Taoufique El Barhoumi (1h05:04) e dalla keniana del Runner Team Volpiano, Emily Chepkorir (1h16:52), mentre alla XIV Half Marathon dei Tre Comuni di Seclì (LE) si sono imposti Ivano Musardo (1h12:48) e Faustina Bianco (1h24:33). Per finire la XII Vola Ciampino ha visto trionfare Erastus Kipkorir Chirchir (29:11) e, tra le donne, la marocchina Soumiya Labani (34:09).

Internazionale: Olsson e Vlasic, salti d'autore
Questione di centimetri
Tra le numerose note di interesse del meeting inglese di Birmingham, il fatto più rilevante è il ritorno alla vittoria, con una buona misura, di Christian Olsson, il fenomeno svedese del salto triplo che dopo aver vinto tutto (Olimpiade, Mondiale, Europeo), ha pagato un prezzo molto alto alla lotteria degli infortuni. Dopo i discreti esordi stagionali, ha quasi ritrovato la totale efficacia dei meccanismi, ed ha piazzato un salto da 17.32, sufficiente per lasciarsi il cubano Betanzos due centimetri dietro. Sono tutti lì: l'altro caraibico Giralt è terzo con 17.26, il campione del mondo Idowu quarto con 17.25, Copello quinto con 17.18. L'altra nota è per il record nazionale del Brasile di Fabiana Murer, che è riuscita a superare quota 4.82 nell'asta.
Ancora una volta David Gillick si è dimostrato un autentico "quartermiler da sala". L'irlandese, assai più noto per i risultati ottenuti nelle gare indoor che in quelle all'aperto, ha eguagliato il suo record nazionale con 45.52. Finiamo con le solite scorribande etiopi nelle gare di mezzofondo: il castigamatti Deresse Mekonnen ha avuto la meglio sul kenyota Choge nei 1500 (3:33.10), mentre la Dibaba (9:12.23 sulle due miglia) e la Burka (4:23.53 nel miglio) hanno contribuito allo spettacolo. Ciliegina sulla torta, il 4:24.10 di Kalkidan Gezahegne, che ha frantumato di oltre otto secondi il precedente limite mondiale junior nel miglio femminile indooor, vecchio di 30 anni.

A Spalato 2.03 di Blanka Vlasic
Ancora una volta Blanka Vlasic ha catalizzato l'attenzione di diverse migliaia di spettatori accorsi per il meeting di salti di Spalato, con la campionessa del mondo salita stavolta a 2.03; al suo attivo anche un paio di prove decisamente vicine al target del record del mondo. In crescita la britannica Hubbard, al personale di 1.92. In Croazia decimo posto per Elena Brambilla (1.75).
Sul fronte tedesco, è tornata dopo un breve stop per infortunio Ariane Friedrich, 2.01 a Dessau. Come letto in settimana, soddisfazione per la misura di Giusppe Gibilisco (5.70), ma soprattutto per la prima vittoria in un meeting all'estero dopo ben sei anni. L'ultimo successo dell'atleta siciliano oltre confine risaliva infatti al meeting di Donetsk del 2004, in cui ottenne il record italiano indoor con 5.82.

Pedane indoor
A Praga l'astista Balner è salito a 5.70. In Grecia 5.72 per il russo Chistyakov. Nella stessa occasione bella gara di peso in cui il numero uno locale Stamatoyiannis ha battuto dopo 24 anni il record nazionale indoor portandolo a 20.36, misura non sufficiente ad assicurarsi la vittoria, perché il serbo Kolasinac si è imposto con 20.42.
Entusiasmo greco anche per il 19ene Mastoras, che ha prima eguagliato il limite nazionale junior di salto in alto (2.21), poi al primo assalto lo ha sbriciolato con 2.24. Curiosità per l'ennesimo ritorno dell'altista bulgara Venelina Veneva, 35 anni e mezzo, che ha esordito con 1.88. La spagnola Beitia ha superato per la prima volta nell'anno i due metri a Santander. Zona lungo: 8.06 del danese Jensen, assai regolare nel corso dellattuale inverno.
Pedane USA: mondiale stagionale del lungo per Brian Johnson, che in Louisiana ha saltato 8.19 (sui 60 metri 6.59 del trinidegno Thompson). Personal best per Chelsea Johnson (4.62) e record nazionale della canadese Hendry (4.55) sulla pedana di Flagstaff, in Arizona. In Nebraska 2.30 di Dusty Jonas nel salto in alto.

Campionati ucraini
Edizione di buon livello medio con la punta rappresentata dall'8.11 di Viktor Kuznyetsov nel salto in lungo. Nell'alto donne 1.92 della Demydova. Nell'alto maschile sconfitta per l'ex-campione del mondo Krymarenko (2.25), battuto dal figlio d'arte Demyanyuk (2.28).

Due ritorni
Dopo tanti ritiri post-mondiali ecco due ritorni all'attività, uno dei quali destinato a suscitare particolare interesse, trattandosi di quello della campionessa olimpica di salto in alto Hellebaut. Compiuta la missione maternità, l'atleta belga hadeciso di rimettersi in gioco a due stagioni dal ritiro. L'altra rentrée è quella del pesista sudafricano Lambrechts, un armadio di due metri per oltre 140 kg di peso. A quattro anni dall'addio alle pedane è tornato con nuove motivazioni a 37 anni.

Outdoor
Sale ancora un altro campione olimpico, Steve Hooker, che dopo l'esordio con rincorsa parziale a 5.40 ha gareggiato altre due volte valicando 5.70 e 5.80. Sempre dall'Australia sorprendente 10.18 sui cento metri di Patrick Johnson, non tanto per il blasone (vanta 9.93), quanto per l'età (37 anni). Il crono di Usain Bolt sui 400 metri della settimana passata è stato appesantito di un centesimo: 45.87. Test nazionale invernale per il settore lanci in Germania: il miglior risultato è arrivato dal disco donne, dove Nadine Mueller si è imposta con un 62.67 d'apertura (quasi eguagliato al secondo lancio).

Cuba
Diverse manifestazioni negli ultimi 15 giorni. Riassumendo, citiamo il settore salti e quello dei lanci: si va dal 17.12 del triplista Tosca al 14.12 della collega di specialità Yarianna Martinez, all'1.93 nell'alto di Lesyani Mayor (21 anni). Nei lanci 70.35 della martellista Thondike, 18,72 della pesista Lopez e 61.66 di Yanisley Collado nel disco. Emigrati nelle indoor d'Europa, i cubani hanno subito fatto centro a Madrid con Wlifredo Martinez (8.18).

Sud Africa
Via alla stagione nazionale venerdì scorso a Port Elizabeth: migliori risultati dal giovane mezzofondista Setone (13:25.51 sui 5000) e il 60.94 della discobola Naude.

Strada: Abeylegesse debutta e vince, Console dodicesima
La turca ex-etiope ha esordito su strada nella mezza maratona di Ras Al Khaimah con un gran 1:07:07, terza prestazione europea di sempre, con passaggi (quali il 48:15 al quindicesimo chilometro) che la tenevano in linea con un possibile primato del mondo. A sei secondi Hursa Mare Dibaba, che è tornata etiope dopo aver acquisito la nazionalità dell'Azerbaijan (conosciuta come Ibrahimova), in tempo per firmare il nuovo record nazionale. Poi è solo Etiopia: Mergia 1:07:22, Erkesso (1:07:41), Dire Tune Arissi (1:07:58), Habtamu (1:08:30). A nove secondi Hilda Kibet (Olanda), e dodicesimo posto per l'azzurra Console in 1:11:49, miglior prestazione italiana stagionale. Ben quattro uomini al di sotto dell'ora: Geoffrey Mutai primo con 59:43, l'etiope Tola a sei secondi, Titus Masai a otto, l'altro etiope Feleke a tredici.

1-2-3 Kenya
Tris kenyota nella maratona di Valencia, con buoni tempi: si è imposto David Njagi in 2:09:45 (due minuti meglio del precedente personale), su Joseph Langat (2:10:24), e Ben Kimutai Kimwole (2:10:30). Oltre ad essere il primato della corsa, il crono di Njagi è anche il migliore mai ottenuto in terra di Spagna.

Cross, i Trials kenyani
Passi da gigante per Paul Tanui, al primo anno senior e vincitore delle selezioni nazionali per i Mondiali di cross di Bydgoszcz. Ha battuto Lucas Rotich e i ben più noti Ebuya (una vittoria su Bekele alcune settimane fa), e Macharinyang. Convocazione mondiale in bilico per Kipyego, Matelong e Komon, Tra le donne chiarissimo successo della gazzella Linet Masai sulla Chepkirui, la Wangare e la meno conosciuta Muge.

Internazionale, primato europeo per Sanchez

Ostapchuk, una misura d'altri tempi
Nel corso dei campionati della Bielorussia, nel recente e moderno impianto di Mogilyov, Nadzeya Ostapchuk ha realizzato una misura assolutamente inattesa: il clamoroso 21.70 dell'atleta, già campionessa del mondo di getto del peso (a Helsinki) e cinque volte argento mondiale tra indoor e outdoor, è il miglior risultato da oltre venti anni a questa parte, considerando anche le gare all'aperto.
La Ostapchuk, primato di 21.09 prima della gara, ha lanciato a 21.23 in avvio, e nell'unico altro lancio valido della serie ha ottenuto la misura-monstre. Seconda, con un 20.28 che rischia di passare per poca cosa e invece è misura degna di un podio mondiale, Natallia Khoreneko, sposata Mikhnevich, che ha festeggiato col marito Andrei Mikhnevich, ex-campione del mondo anche lui, che nella gara maschile ha migliorato il record nazionale indoor con 21.81.

Valencia, Sanchez-record
Lo spagnolo Sergio Sanchez ha migliorato il primato d'Europa dei 3000 in 7:32.41, in una lotta solitaria contro il cronometro. La miglior gara di lungo maschile della stagione, in una specialità finora avara di prestazioni di livello: ha vinto con 8.07 lo spagnolo ex-cubano Meliz. Terzo con 8.02, ma più impressionante di tutti, il talento spagnolo Caceres, 18 anni. Legnata per Asbel Kiprop sugli 800 metri, che prende quasi un secondo da Borzakovskiy in un finale disordinato e finisce sesto (1:46.54 per il russo).

Indoor, Tahri europeo sui 5000 metri
Primato anche per Bouabdellah Tahri, che a Metz ha corso il miglior cinquemila indoor d'Europa in 13:11.13. Come nel caso dell'Europeo dei tremila di Sanchez, ad essere detronizzato dall'albo dei primati è stato lo spagnolo Alberto Garcia, che ha perso due limiti continentali nello spazio di ventiquattr'ore. In entrambe le gare, corse contro il tempo, meno contro gli avversari. A far notizia, però, sono anche i giovani leoni Tamgho e Lemaitre. Il triplista nero ha portato il limite europeo stagionale del salto triplo a 17.25, il biondo velocista ha corso i 60 in 6.55 ed i 200 in 20.83, il tutto ai campionati promesse di Aubière. A Metz miglior prestazione europea stagionale sui 400 uomini di Leslie Djhone, che ha esordito con 46.12.

Campionati di Mosca
In evidenza soprattutto le ragazze. Nel mezzofondo la ventisettenne Zinurova ha corso l'800 metri più veloce dell'anno in 1:58.65. Nello sprint doppietta della Polyakova (7.22 e 23.33) e miglior 400 mondiale dell'anno per la Firova (51.64). Nei concorsi 19 metri esatti per Omarova nel peso, 14.28 per la Pyatykh nel triplo. Tra gli uomini, menzione per Borisov, autore di 7.58 nelle batterie dei 60 ostacoli, e per lo slovacco ex-bielorusso Valiukevich, 16.95 nel salto triplo.

James, buona la seconda
Ancora in evidenza il 18enne di Grenada Kirani James, campione del mondo under 18 la scorsa estate. In Texas ha esordito sui 200 indoor scendendo subito sotto i ventuno secondi (20.94, record nazionale assoluto), pur se battuto dal giovane statunitense Mitchell (20.80). Nell'impianto di College Station ottima doppia sessione anche del bronzo olimpico del lungo, la nigeriana Okagbare, che ha saltato 6.70 e vinto i 60 in 7.24, un centesimo peggio che nelle batterie. Bene anche il solito Henry delle Isole Vergini (46.14). In Ohio si è rivisto Donald Thomas, ex-campione del mondo di salto in alto, che ha esordito con 2.25.

Al Tyson Invitational vola Lawrence
Disputato venerdì e sabato in uno degli impianti più prolifici di prestazioni tecnicamente di prim'ordine, quello di Fayetteville, in Arkansas. La campionessa del mondo di salto in lungo Reese ha gareggiato nella prima giornata (6.63), mentre nei 400 Natasha Hastings ha portato il limite mondiale stagionale a 51.67 (durerà meno di 24 ore). Durerà assai di più, invece, il mondiale stagionale maschile, abbassato dal sensazionale Torrin Lawrence fino a 45.03. Il 21enne della Florida ha corso la settima prestazione assoluta nella storia dei 400 metri al coperto, quinto performer all-time. Al suo attivo, settimane fa, anche un "premonitore" 32.32 sui 300 metri in Virginia. Non passa inosservato, in un'altra serie, il 45.80 di Tavaris Tate, al primo anno senior.
Nelle altre gare vittoria del campione del mondo dei 110hs Brathwaite sui 60 ostacoli in 7.64, 60 donne all'insegna dei Caraibi con la pluri-olimpionica Veronica Campbell che in 7.15 ha ragione della trinidegna Baptiste (7.16), e della veterana Ferguson (7.24), che si rifarà sui 200 sabato vincendo a suon di mondiale stagionale in 23.04. Sui 200 uomini 20.70 del panamense Edward, argento a Berlino. Dalle pedane femminili, 14.17 dell'altra giamaicana Wiliams (triplo), da quelle maschili gran 21.52 nel peso per Ryan Whiting, la quercia dell'Arizona, che allunga ancora dipo il 21.24 di Albuquerque della scosa settimana.

Seattle, pista fuori misura
Nell'impianto di 307 metri dello stato di Washington molti interessanti risultati nel mezzofondo, vanificati in chiave statistica dall'eccessivo sviluppo della pista. In evidenza soprattutto il 23enne Wheating sugli 800 metri (1:46.36) e l'australiano McNeill (tremila in 7:47.52). Ben tredici atleti, in due serie, hanno coperto il miglio in meno di quattro minuti, tra cui uno stuolo di ventenni d'assalto. Nelle gare dove le dimensioni della pista non influiscono, 2.31 di Jess Williams e 6.61 di Ryan Bailey.

Chambers, un fulmine
Con una finale al fulmicotone (6.50, mondiale stagionale) Dwain Chambers si è laureato campione britannico nel corso dei campionati nazionali di Sheffield, cui per motivi precauzionali non ha preso parte la campionessa mondiale dell'eptathlon Jessica Ennis, che sabato dovrebbe essere in grado di gareggiare nell'Aviva Grand Prix di Birmingham. Dietro Chambers in progresso anche ilcorpulento Aikines-Aryeetey con 6.55. Fuori podio Lewis-Francis, solo quarto. Domenica bell'800 metri della medagliata mondiale Jenny Meadows, prima in 2:00.91.

Lipsia
Bel meeting con più di uno spunto interessante. Terrence Trammell si è impossessato del mondiale stagionale dei 60 ostacoli in 7.43. Altro mondiale stagionale dall'asta, dove il tedesco Mohr ha superato la misura di 5.83. Il giamaicano Lerone Clarke, mentre i ben più noti Bolt e Powell si scaldavano in patria con i 400 metri, ha tenuto alto l'onore dei Caraibi vincendo la finale dei 60 in 6.55; senza avversari il marocchino Iguider ed il 20enne kenyota Chepseba sui 1500 metri, vinti dal primo in 3:34.68 (quattordicesimo crono di sempre al coperto) sul secondo (3:35.82).
Ancora lunghissimo il campione del mondo di getto del peso Cantwell, che dopo aver vinto a Bydgoszcz a metà settimana con 21.36, ha sbaragliato la concorrenza anche in Germania con 21.61. Nelle gare femminili si registra la prima buona prestazione della bulgara Lalova da quando è tornata a gareggiare dopo un gravissimo infortunio. Per lei un discreto 7.24. Ancora una buona gara della giovane lunghista russa Klishina, che vince ancora, dopo l'affermazione di Mosca, con 6.74 (interessante progresso della nera tedesca Moguenara con 6.69).

Gand, vince Dibaba tre
La piccola della famiglia Dibaba, Genzebe, ha fatto tutto da sola nei 1500 metri del meeting belga, imponendosi con larghissimo vantaggio in 4:04.80. Dalle altre gare, oltre la prodezza di Koech nelle siepi, 14.43 della russa Taranova nel triplo ed il ritorno di Haron Keitany, tra i migliori "miler" africani, vincitore dei 1500 in 3:35.69. Nella sua scia primato nazionale del sudafricano Van Deventer in 3:36.96.

Qua e là
In Portogallo (campionati di club) record nazionale del pesista di colore Marco Fortes (20.23), 6.62 della Gomes nel lungo e 12:23.11 di Vera Santos nei 3000 metri di marcia. Vince due gare Dulce Felix, la migliore sui 3000 in 8:56.84. In Svezia occhio al talento di un altista del Qatar di 18 anni, Mutaz Essa Barshim, che si è portato a 2.25, al secondo tentativo dopo una serie esente da errori fino a 2.23, già primo primato personale della giornata. Nella stessa manifestazione 1.92 di Emma Green.

I primati del fine settimana
Ben sei, di cui cinque "non ufficiali", su distanze non classiche. Partiamo da quello ufficialmente registrato da Sergio Sanchez, che nella serata di Valencia ha abbassato l'Europeo dei tremila maschili a 7:32.41, dopo aver già stabilito la miglior prestazione europea sui 2000 giorni addietro. Domenica a Metz il francese Tahri ha corso i 5000 in 13:11.13, miglior prestazione europea all-time indoor.
Tre limiti dalle siepi: sulla pista di 400 metri di Mustasaari, in Finlandia, la ceka Lustigova ha coperto i tremila siepi in 9:54.25, miglior prestazione indoor, con tanto di fossato (le siepi negli impianti indoor russi, tanto per fare un esempio, non prevedono il passaggio in acqua). Ieri l'altro a Gand Paul Kipsiele Koech ha portato la miglior prestazione mondiale dei 2000 siepi indoor a 5:17.04 a Gand, e nella sua scia il russo Farnosov ha ottenuto il miglior tempo per un europeo con 5:21.56 (niente fossato con acqua).
Altro primato (e altra pista sovradimensionata) a Seattle, dove Symmonds, Scherer, Mulder e Leer hanno coperto la classicissima distanza universitaria mista (Distance Medley) in 9:21.77. Nel corso della settimana, altri due limiti migliorati, entrambi a Stoccolma: l'Europeo dei 5000 femminili (14:46.44) della turca ex-etiope Almitu Bekele Degfa, e il miglior 1500 metri junior per l'etiope Kalkidan Gezahegne (4:03.28). Per conoscere tutti i numeri della stagione indoor, le nuove graduatorie mondiali complete saranno pubblicate nella sezione attività/statistiche del sito entro domani.

Italiani all'estero, il riepilogo
Il migliore del weekend è stato sicuramente Simone Collio, che è giunto secondo a Valencia ma con lo stesso tempo di Churandy Martina (6.62). Domenica a Metz primato personale (a soli nove centesimi dal minimo per i mondiali di Doha) per Mario Scapini, che sui 1500 metri ha chiuso in 3:42.59, quarto dietro il kenyota Chirchir, il francese Eraud e l'altro africano Birgen. Scapini tenterà ancora di arrivare al conseguimento del minimo in una gara extra organizzata nell'ambito dei campionati master di Ancona. Sempre in Francia, a Eaubonne, esordio di Filippo Campioli con 2.22 (secondo dietro il francese Hanany, 2.28), con Finesi quinto (2.15), e Nicola Ciotti sesto (2.15).
Valentina Costanza ha concluso i 1500 metri in decima posizione in 4:17.99, ad oltre dieci secondi salla vincitrice Ejdys (polacca, 4:07.17). Daniela Reina si è classificata sesta sugli 800 a Lipsia in 2:05.20 (vittoria dell'ucraina Petlyuk in 2:02.01). Domenica a Gand terzo posto per Andrea Bettinelli nel salto in alto (2.20), con gara appannaggio del russo Dmitrik (2.26). Ancora a Gand quarto posto per Goran Nava in 7:58.98 sui 3000 metri, miglior risultato stagionale di un atleta tesserato per società italiane.

All'aperto, ecco Bolt e la Vili
Usain Bolt ha esordito vincendo i 400 metri del Camperdown Classic di Kingston in 45.86, mezzo secondo meglio di quanto fece in avvio di stagione lo scorso anno. Nel video semi-amatoriale della gara, disponibile in rete, c'è buona parte della corsa e l'intervista a caldo. Asafa Powell ha corso una frazione della 4x400.
Debutto di Valerie Vili, che ad Hamilton ha lanciato a 20.25. In evidenza anche il giavellottista Farquhar (85.35). Sempre dall'Oceania, campionati australiani di marcia (venti chilometri). Titoli a Tallent in 1:19:15 (primato personale) e alla moglie Claire, nata Woods, in 1:32:40. In pista, 13:24.62 di Birmingham e 3:37.35 del grande talento Gregson.
In Argentina record mondiale under 18 del giavellottista Toledo (sedici anni e mezzo), che a Buenos Aires ha spedito il dardo da 700 grammi a 84.85. Sempre dai lanci, i bielorussi fanno notizia anche fuori dagli impianti indoor: a Minsk, nei campionati invernali di lanci lunghi, il 22enne Shayunou (erede designato di Tsikhan e Devyatovskiy) è stato sconfitto dal pià epserto amrtellista Kryvitski (78.98 contro 77.28). Nella gara femminile 72.33 di Darya Pchelnik.

Cross e maratone
Titoli nazionali USA a Dathan Ritzehhein e Shalane Flanagan, che guideranno la selezione a stelle e strisce al mondiale di cross di Bydgoszcz. Nel cross giapponese di Chiba domini kenyani sui 4 km con Mathathi (reduce da una strepitosa frazione di Ekiden giorni fa) e sui 12 km col giovanissimo Karoki. Nelle due maratone più importanti del weekend 2:12:18 del giapponese Shimoju a Nobeoka e 2:10:39 del kenyano Philip Biwott a Siviglia.

Internazionale, Lagat supera Coghlan
Tra i tanti motivi di interesse della settimana internazionale appena conclusa, i capitoli principali sono riservati ai Millrose Games di New York ed agli appuntamenti europei di Glasgow e Karlsruhe. Di seguito, nel sommario, il resto del panorama statunitense e continentale, il mondo dell'atletica su strada, e le notizie dalla pista e dalle gare di marcia.

Bernard VIII
Bernard Lagat vince per l'ottava volta il miglio dei Millrose Games del Madison Square Garden (in 3:56.34), e riceve premio e complimenti dall'uomo che, con lui, deteneva il primato di sette vittorie, l'irlandese Eamonn Coghlan, che diede inizio alla leggendaria serie nel lontano 1977. E' questo il fatto sportivo più risonante della edizione numero 103 del più vecchio meeting indoor del mondo. Passa quasi in secondo piano che sia stato Asbel Kiprop, il campione olimpico dei 1500 metri dopo la revoca dell'oro a Rashid Ramzi, a cedere il passo (in 3:58.03) all'ex-kenyano, protagonista annunciato della notte newyorchese sia in pista che dopo, avendo donato il premio in denaro al fondo di aiuti per la tregedia haitiana. Kiprop era alla prima uscita indoor della carriera, in un palcoscenico di stelle.
Altri ottimi risultati dal Madison Square Garden: il 7.49 di Terrence Trammell sui 60 ostacoli (battuto il campione del mondo Brathwaite) ed il 21.95 del colosso Christian Cantwell nel getto del peso, entrambi mondiali stagionali, come quelli di Ivory Williams sui 60 metri (6.59) e della canadese Priscilla Lopes sui 60 ostacoli (8.01), che dureranno però poche ore, migliorati rispettivamente dal gaiamaicano Ryan Shields a Bloomington (6.58) e da Jessica Ennis prima (7.97 a Glasgow) e da Lolo Jones poi (7.90 a Karlsruhe). Buoni per la cronaca anche i 60 donne, con sconfitta millesimale di Veronica Campbell contro Me'Lisa Barber.

Glasgow, Ennis superlativa
Il match a cinque tra USA, britannici, tedeschi, svedesi e selezione del Commonwealth di Glasgow ha confermato lo stato di grazia di Jessica Ennis, iridata nell'eptathlon, che prima ha disintegrato il personal best sui 60 ostacoli in 7.90 (primato nazionale e prestigiosissima vittoria su Lolo Jones), poi, quaranta minuti dopo, è scesa in pedana per il salto in alto cogliendo un maginfico secondo posto a 1.94, stessa misura della statunitense Howard ed ennesimo primato personale indoor della stagione (siamo a quota sette). Alla Kelvin Hall ha esordito Carmelita Jeter, che ha vinto i 60 metri in 7.19. Britannici primi con tre punti di vantaggio sugli USA. Sudafricani a fare e non fare classifica per il Commonwealth: battuto Mulaudzi dal tedeschino Schembera sugli 800, non sceso in pedana Mokoena.

Karlsruhe, due frecce di nome Jones
Una è Lolo Jones, che ritrova morale dopo la sconfitta patìta dalla Ennis a Glasgow, e centra in 7.90 il mondiale stagionale dei 60 ostacoli (7.97 in batteria), l'altra è Laverne Jones, Isole Vergini, che nelle batterie dei 60 corre in 7.09, replicato dal 7.11 della finale. Belle cose anche dai 60 ostacoli maschili, che mandano in orbita il ceko Svoboda (7.55 in batteria e 7.50 in finale, doppio primato nazionale) e regalano anche emozioni con Allen Johnson, anni trentanove, capace di disinpegnarsi tra le barriere in 7.58! Altri buoni risultati, in qualche caso buonissimi, da Borzakosvkiy (1:45.94), Gathimba (3:37.01), Shaheen (bentornato, 7;43,44), Sylvia Kibet (8:41.24) e la Burka (4:03.92). Gara faticosa (molti errori) ma alla fine rabbiosa come sempre Ariane Friedrich, salita a due metri nell'alto. Per i ceki, gioie anche dagli 800 col primato nazionale di Holusa (1:46.09).

Russia, Ucraina, Bielorussia, Olanda
Tra Mosca e Krasnodar un meeting dietro l'altro. Venerdì scorso Ivan Ukhov è stato sconfitto da Aleksandr Shustov alla quota di 2.30, Per il leader mondiale stagionale (2.37), solo 2.27. A Krasnodar miglio pedana del 2010 per Olga Kucherenko con 6.71 (seconda Anna Nazarova con 6.68, terza l'eptatleta Chernova con 6.65). Rivista Tatyana Kotova, assente da molto tempo, quinta con 6.52. Nella velocità 7.22 per Yuliya Katsura sui 60 metri. A Zaporizhzya (Ucraina) ottime gare di prove multiple: Kasyanov ha migliorato il primato nazionale con 6254 punti (nella serie 8.04 nel lungo). La Melnychenko ha vinto il pentathlon con 4373 punti. Nelle gare di salto in lungo 8.05 di Kuznyetsov e 6.69 della Rybalko. Nell'alto 2.28 della novità Sayevich.
Gran gara di peso a Mogilyov, Bielorussia: l'ex-campione ddel mondo Mikhnevich e Pavel Lyzhin sono stati i protagonisti di una scontro conclusosi con la vottoria del primo con prestazioni quali 21.30 e 21.12. Nella gara femminile 18.78 della Korolchik, ora signora Pravalinskaya, e anche 2.32 nell'alto del russo campione del mondo Rybakov. Prove multiple in Olanda: nel pentagonale di Apeldoorn (Olanda, Francia, Repubblica Ceka, Gran Bretagna e Spagna), vittoria ai punti ai francesi. Nelle classifiche individuali spiccano lìolandese Sintnicolaas con 5882 punti e la francese Djimou con 4507.

Il ritorno di Lewis-Francis
Dopo lunghe vicissitudini tecniche e personali rientro positivo per Mark Lewis-Francis, che nell'impianto londinese di Lee Valley ha corso i 60 metri in 6.59, miglior prestazione europea dell'anno. Altre news dalle gare indoor in Europa: dopo la migliore prestazione europea sui 2000, lo spagnolo Sergio Sanchez ha corso i tremila metri in 7:42.71 a Valencia, miglior tempo della stagione. Dopo l'1.97 del debutto, Ruth Beitia ha saltato 1.96.

Brambilla 1.83 a Bratislava
Nel meeting di Bratislava 1.83 di Elena Brambilla nel salto in alto, suprata in classifica dalla britannica Humbertson e dalla norvegese Grindem, entrambe capaci di valicare 1.86. In Estonia 20.43 del pesista Urtans. La 17enne saltatrice in alto lituana Palsyte è salita di ben sette centimetri in un colpo solo a Vilnius, superando quota 1.92, e mostrando un carattere niente male nel cercare il paradiso a 1.97, quota affrontata senza tentennamenti e senza fortuna.

Indoor americane
Allyson Felix al debutto: la gazzella americana ha esordito ad Albuquerque, correndo i 400 indoor in 52.05, a distanza di sei anni dall'unico 400 corso al coperto nel corso della carriera. L'eptatleta statunitense Hyleas Fountain ha totalizzato il secondo miglior punteggio di sempre nella storia del pentathlon USA a State College (4731 punti). Nella serie 6.68 nel lungo e 8.04 sui 60 ostacoli. Nella stesse manifestazione è tornato in pista Casimir Loxsom, promettentissimo 18enne che un paio di settimane fa aveva realizzato il miglior crono di sempre per uno junior sui 600 metri indoor. Stavolta, correndo gli 800 in 1:47.98, ha confermato il talento. Miglior tempo della due serie, quello dell'australiano Foster (1:47.48), nuovo primato dell'area oceanica.
Il decatleta Ashton Eaton ha migliorato il primato univversitario dell'eptathlon con 6256 punti. Nell'impianto dell'università di Harvard ha gareggiato Bryan Clay, che ha lasciato a zero la tabellina del salto con l'asta, ma ha corso i 60 ostacoli in 7.84, dimostrando di essere in condizione.
Talenti in crescita: la 21enne Kaufman è salita ad 1.91. La bahamense Ferguson (Sheniqua, 20 anni, non la più famosa Debbie) è scesa a 7.22 sui 60. Curtis Mitchell, 21 anni tra un mese, ha corso i 200 in 20.69 in Texas, nella stessa maniefstazione in cui Tabarie Henry ha migliorato il primato dei 400 delle Isole Vergini in 45.81 (mondiale stagionale). Appena diciottenne ma già vista gareggiare in meeting di primo piano, Jordan Hasay ha corso il miglio in 4:38.48. E' piccolina, biondissima, e sta crescendo sull'onda della nuova recente esplosione del mezzofondo americano.
A Seattle (pista sovradimensionata) bel duello tra Galen Rupp e Scott Bauhs sui tremila, con vittoria del primo, pluricampione universitario, in 7:51.48. Su un'altra pista gigante (Lexington) 20.77 del trinidegno Sorrillo. Sulla pedana del peso 20.53 di Cory Martin. Ancora dal fronte dei lanci, 20.57 di Ryan Whiting in Arizona. Mondo velocità: 6.59 del poco conosciuto LaCour a Houston, 6.60 di Stevens a Findlay, 6.61 del non ancora ventenne Rowland.

Osaka Marathon
L'etiope Amane Gobena ha vinto la maratona di Osaka in 2:25:14, rimontando la portoghese Barros (seconda al traguardo in 2:25:45), intorno al quarantesimo chilometro. Decisamente una buona corsa, con la giapponese Ozaki terza in 2:26:27 e l'ex-campionessa del mondo Lidia Simon quarta, nonostante una caduta, in 2:27:17. E' stata l'ultima maratona della carriera per la 38enne Kayoko Obata (quinta in 2:27:19), la numero ventisei, con nessun ritiro in segno passivo. Vittorie etiopi anche a Marrakech, con Yared Dagnaw (2:10:20) e Gelaw Tsega (2:32:06).

Pista
Australia e Giamaica: a Canberra esordio del bronzo mondiale del lungo Watt con 8.13, 45.32 del quattrocentista Offereins e 81.11 di Farquhar nel lancio del giavellotto. A Kingston esordio di Nesta Carter in 10.15. Asafa Powell, assieme al folto gruppo di compagni di allenamento, non ha preso parte come annunciato ai 400 metri per lo slittamento della gara con oltre due ore di ritardo, ultima del programma. In Germania esordio del campione del mondo di disco Harting, che a Berlino ha lanciato a 64.94.

Internazionale, firme etiopi a Houston
Fine settimana internazionale ricco di notizie e risultati. In vetrina soprattutto le maratone di Houston e Mumbai, e la ricca attività al coperto che ha caratterizzato il week-end statunitense ed europeo. I grossi meetings sono in arrivo, ed il pianeta atletica ha già ripreso a muoversi in direzione dei mondiali indoor di Doha.

Houston, maratona da record
L'etiope Teyba Erkesso, vincitrice anche la scorsa stagione con 2:24:18, ha abbassato nuovamente il primato femminile della maratona di Houston concludendo in 2:23:53, miglior prestazione mondiale stagionale 2010. La Erkesso ha preceduto la russa Plaskina, staccatissima in un pur rilevante 2:28:44, e l'altra etiope Abera, atleta all'esordio sulla più classica delle distanze su strada, poco conosciuta ma con discreti precedenti nel circuito stradaiolo statunitense. Record della corsa anche nella maratona maschile grazie al 2:07:37 con cui l'altro etiope Teshome Gelana Etana ha polverizzato il precedente primato personale.
Ventisei anni quest'anno, Gelana ha preceduto il connazionale Yigeze (2:08:58, personale, secondo a Reims tre mesi orsono), ed il kenyota Mbote (2:08:58). Quarto in 2:09:09 un altro etiope, Hussen Adilo (ben sei miunti e mezzo di moglioramento), quinto Charles Kibiwott Seronei in 2:09:10 (2:06:52 quattro anni fa), sesto Vincent Kiptoo Kiplagat in 2:09:22 (kenyano prima, qataregno poi, ora nuovamente kenyano, settimo a Roma l'anno scorso), ottavo l'esordiente USA Gotcher in 2:10:36. Si è disputata anche la mezza maratona, valida come campionato nazionale USA: attesissima all'esordio Shalane Flanagan, che in un colpo solo ha ottenuto titolo americano e primato della manifestazione in 1:09:41. Titolo maschile ad Antonio Vega in 1:01:54. Delusi nomi del giro che conta, come Rohatinsky (dodicesimo) e Tim Nelson, fuori dal podio per sette secondi.

Le altre maratone
A Mumbai (India, Gold Label IAAF), vittoria nel caldo in 2:12.34 di Denis Musembi Ndiso, un atleta ben conosciuto anche in Italia. Cinquina etiope nella classifica femminile, con 2:31.09 della ventenne Bizunesh Urgesa (argento mondiale junior dei 3000 metri), 2:31.11 di Haile Lema Kebebush (ventitre anni), 2:32.12 di Azalech Masresha Woldeselasse ETH 88 (ventidue), 2:32.46 di Mulu Seboka Seyfu e 2:33.38 di Firehiwot Dado Tufa (prima a Roma nel 2009), le più "anziane" del lotto, essendo nate nel 1984. Nella Rock'n'Roll marathon dell'Arizona (Tempe) 2:30:39 di Teyba Naser, ma di maggior interesse è l'1:09:43 di Deena Kastor-Drossin nella mezza maratona (solo secondo Ryan Hall, nettamente battuto dal canadese Bairu).

Abu Dhabi, la Iozzia diciottesima
Nella mezza maratona femminile di Abu Dhabi del sette gennaio (vincitrice Mary Keitany in 1:07:14), le classifiche complete riportano il diciottesimo posto della comasca Ivana Iozzia in 1:18:06 (passaggio al decimo chilometro in 35:55). Nella seconda metà di gara la Iozzia ha recuperato una posizione superando Atsede Habtamu Besuye, vincitrice della maratona di Berlino in settembre. La gara internazionale è stata portata a termine da ventotto atlete, di cui tre europee (migliore proprio la Iozzia). Si è disputata anche una 6 km, vinta da John Kwambai in 16:16 e da Firehiwot Dado in 18:18. Informazioni ricevute grazie alla cortesia di Heinrich Hübbeling.

Indoor USA
In attesa dei meetings di maggior richiamo della stagione, l'attività inizia a produrre qualcosa di interessante: le cose migliori sono arrivate dal pesista ex-iridato Reese Hoffa (debutto con 21.20 all'ultimo turno di lanci a Lexington) e da Lacy Janson, che nell'asta ha superato la misura di 4.65 a Blacksburg. A Houston mondiale stagionale sui 60 femminili per la caraibica Laverne Jones-Ferrette (7.14, seconda con 7.20 la Asumnu), 5.62 dell'astista Colwick ma anche un sorprendente (in negativo) 6.19 della finalista olimpica di lungo Jimoh, atleta capace di sfiorare i sette metri la scorsa stagione. Altro mondiale stagionale sui 60, ma al maschile, per Ivory Williams, che dopo la partenza "lentina" di dieci giorni fa ha registrato 6.60 a Lincoln, melgio di Churandy Martina che ha avviato la campagna invernale nel Nuovo Messico correndo i 60 metri in 6.66.
Proseguendo lungo l'asse statunitense delle distanze brevi e brevissime, 7.28 della campionessa universitaria Brookins a Blacksburg, 1:10.74 dell'eterna promessa Francena McCorory (cosce di potenza formidabile e tanta sfortuna) a New York sui 500 metri. Esordio in Texas per Muna Lee, tornata in pista dopo il pastrocchio e l'infortunio con la 4x100 nazionale a Berlino: per la sottile sprinter 7.29 sui 60 (in batteria per scaldare le gambe, poi niente finale) e 23.61 sui 200. In Pennsylvania 1:16.92 sui 600 metri del non ancora 19enne Loxsom, miglior risultato indoor di sempre per un atleta junior.
Sempre in Texas le migliori volate di inizio stagione di Demetius Pinder (Bahamas, 46.01) e Leslie Cole (52.43) sui 400, e 23.06 (Porscha Lucas) e 21.00 (Curtis Mitchell) sui 200. Sui 60 6.63 di Phiri, Zambia ora, ma Gran Bretagna fino a qualche tempo fa. Area mezzofondo: Galen Rupp ha rinviato l'esordio, programmato ad Albuquerque, dove invece ha regolarmente esordito Shannon Rowbury, medaglia di bronzo nella controversa finale mondiale dei 1500 metri femminili a Berlino, che ha corso il miglio in 4:34.14. L'irlandese Alistair Cragg ha vinto miglio e tremila metri a Seattle in 3:59.42 e 7:54.88. Nella stessa sede 5.66 nell'asta del giovane Roth. Dai salti anche 2.29 di Dusty Jonas a Lincoln. Dal Canada, 6.66 del velocista Effah a Calgary. Chiudiamo con i risultati su "pista gigante" e con il peso: a Flagstaff doppia razione per Gregory Nixon, autore di 20.97 sui 200 e 46.40 sui 400, e 20.89 di Daniel Taylor in pedana. A Lexington 18.47 della georgiana Kevkhishvili con la miglior serie della carriera.

Indoor europee, Gran Bretagna
Ancora molto bene la campionessa mondiale di eptathlon Jessica Ennis che, dopo i tre primati personali indoor della scorsa settimana, ne colleziona altri due, 7.36 sui 60 metri e 13.83 nel getto del peso. Un altro campione del mondo, Phillips Idowu, è tornato in pedana con 16.76, superando l'anglo-nigeriano Oke (16.68). Si è disputata nella sede di Manchester la nuova tappa del circuito Elite di salto con l'asta di patrocinio francese: vittoria al greco Filippidis con 5.70 su Steven Lewis (5.63). L'atleta di casa Kate Dennison ha vinto con 4.40 la classifica femminile (in realtà undicesima, la competizione ha avuto carattere misto uomini-donne).

Indoor europee, Francia Spagna e tutto il resto
La stellina dello sprint transalpino Christophe Lemaitre ha corso in 6.62 sabato e 21.12 domenica, in località diverse. Nelle prove multiple miglior punteggio della stagione per Yasmine Omrami (4.386 punti a Eaubonne). Dalla Spagna ottimo esordio del ventenne "miler" Bustos, che a Valencia ha messo in fila colleghi più esperti (come Luis Alberto Marco Marco) in 3:40.23. Buon 1500 metri anche sul fronte femminile, da Chelyabinsk, dove Mariya Savinova ha corso in 4:08.2. Miglior prestazione europea del tedesco Reus sui 200 metri a Erfurt (21.06). Migliori prestazioni europee ma anche mondiali, ma della durata di poche ore, per le ostacoliste Hildebrand (Germania) e Davin (Belgio), entrambe ad 8.09, la prima a Sindelfingen, la seconda a Coque (Lussemburgo). Ieri a San Pietroburgo Olga Samylova ha abbassato il limite stagionale di un centesimop correndo fuori classifica in 8.08. Asta: 4.40 della ceka Ptacnikova in Lussemburgo, stessa misura (4.40) anche per la polacca Piwowarska a Varsavia.
Pedana "calda" per le astiste tedesche: nel fine settimana 4.60 della Spiegelburg e 4.45 della Gadschiew. Pedana discreta per la pesista bielorussa Yanina Karolchik (oro a Sydney ed Edmonton), che è rientrata ad un anno a mezzo di tempo dall'ultima gara disputata (Olimpiadi), lanciando a 18.08. In giro per l'Europa: l'ucraino Demyanyuk ha saltato 2.31 in patria, ed ora è in partenza per il Moravian High Jump Tour, dove sarà in pedana anche Chaunte Howard, che ha debuttato con 1.88 in Kentucky. In Germania debutto all'aperto per il martellista Litvinov, che a Francoforte ha lanciato a 74.64. Ultima notizia dal fronte europeo, quella del ritiro dall'attività di Yuriy Belonog, campione olimpico di getto del peso ad Olympia 2004. Per tutti i numeri della stagione indoor rimandiamo alle graduatorie mondiali, presenti nella sezione statistiche.

Ranking inglese, sette italiani
Nelle annuali classifiche di merito della rivista britannica Athletics International le presenze italiane maschili sono tre: Giorgio Rubino, quarto nei 20 km di marcia, Nicola Vizzoni (nono nel martello) e Fabrizio Schembri, decimo nel salto triplo. Per le donne (quattro presenze) annoveriamo il quarto posto di Antonietta Di Martino nel salto in alto, il sesto posto di Elisa Cusma sugli 800 metri, l'ottavo di Clarissa Claretti (martello) ed il decimo di Elisa Rigaudo (20km di marcia).

Cross
A Le Mans vittoria non pronosticata per la non ancora ventenne etiope Oljira, che si è lasciata alle spalle Assefa, Komu, Wangari e buona parte dell'élite francese. Vittoria di Michael Kigen tra gli uomini su Dino Sefer, 21enne etiope. Quinto Mbishei, uno dei giustizieri di Bekele in Scozia la scorsa settimana, quindicesimo Lebid.
Nel cross "Italica" di Santiponce (Siviglia) solo sesto l'iridato di cross Gebremariam. Si è imposto il kenyano Leonard Patrick Komon davanti ad uno stuolo di connazionali. Primo spagnolo Castillejo, ottavo. Nel percorso femminile, tre km più corto rispetto a quello maschile, vittoria mai in discussione per Linet Masai con le prime sei classificate tutte kenyane, eccezion fatta per la quarta, Hilda Kibet, che kenyana lo è stata prima di essere naturalizzata olandese. Europee al palo: settima l'austriaca Herzog, ottava la Kalovics, decima la Konovalova, undicesima la Augusto, dodicesima la Twell, poi le spagnole e le altre portoghesi.
In un altro cross spagnolo, a Maliano, vincono il marocchino Dhame e la kenyana Jepkoech, C'era anche l'ex-maratoneta Martin Fiz, che ha corso e vinto nella categoria master. Per concludere, a Huesca, doppia affermazione eritrea con Medhin e la Zegergish. A Melbourne si sono disputate le selezioni nazionali per la formazione del team australiano che affronterà il mondiale di cross: naturali favoriti, si sono imposti Collis Birmingham e Benita Willis, che un mondiale lo ha già vinto.

Nordhausen pesante
Venerdì il primo meeting importante di lanci della stagione: la pedana è quella di Nordhausen, in Germania. Annunciati i tedeschi Bartels (20.15 ieri) e Storl all'esame di "americano" contro Cantwell e Nelson, ed il canadese Armstrong.

Coming soon
Il campione del mondo di salto in alto Rybakov sarà in pedana a Hustopece sabato prossimo. Ha esordito nell'ultimo fine settimana con 2.29. Nella gara di alto femminile in Moravia è iscritta anche la tedesca Ariane Friedrich, che potrebbe trovarsi a gareggiare contro Blanka Vlasic ad Arnstadt il 6 febbraio, nel primo possibile faccia a faccia della stagione.

Gebre ci riprova
Venerdì prossimo nuova escursione di Haile Gebrselassie nel mondo della maratona, dove è detentore del primato del mondo. Il teatro sarà Dubai (Bronze Label IAAF), dove un anno fa vinse in 2:05:29. Altre anticipazioni: venerdì tornerà in pista (dopo un "assaggio" il 6 gennaio) il neozelandese Nick Willis, stella dei 1500 metri, che ha saltato l'ultima annata all'aperto per infortunio.


 



Running In Rome

 

IL MARATONETA ©
notiziario in linea del Marathon Club Roma